Rinegoziare il canone di affitto:Crea la casa ti spiega come

Da un lato la crisi che non accenna a diminuire, dall’altro le tasse sugli immobili che aumentano: chi possiede una seconda abitazione corre ai ripari mettendola sul mercato delle locazioni, crisi e l’incremento della tassazione sugli immobili, possedere una casa vuota diventa un lusso che pochi possono ormai permettersi. Di conseguenza, i canoni di locazione si stanno abbassando e le richieste di rinegoziazione aumentano in proporzione, anche in caso di contratti preesistenti: è difficile che il proprietario non accetti la richiesta, sempre che si tratti di richiesta non esosa, di un conduttore corretto.

canone affitto

Come occorre procedere per rinegoziare un canone d’affitto? E di quanto lo si può “abbassare”?

– A quanto ammonta la diminuzione

Una richiesta di riduzione accettabile da parte dell’inquilino è oggi intorno al 15%: a un proprietario conviene prendere in considerazione la proposta, in presenza di un conduttore che in passato si sia sempre dimostrato puntuale.

– Modifica scritta del contratto

Quando le parti sono d’accordo entrambe alla rinegoziazione del canone, temporalmente limitata o meno, il consiglio è quello di redarre una scrittura privata, nella quale siano necessariamente citate le parti contraenti, sia identificato il contratto di locazione che si intende modificare con gli estremi di registrazione dello stesso, i dati dell’ immobile a cui ci si riferisce e la nuova entità del canone, con relativa durata della riduzione convenuta.

Si consiglia anche di inserire nell’atto che nessun’altra pattuizione viene variata rispetto al contratto originario e che c’è la possibilità di una aggiornabilità dei canoni di locazione futuri.

Questo atto deve essere stilato per iscritto e in doppia copia.

– La registrazione

E’ possibile provvedere alla sua registrazione presso l’Agenzia delle Entrate dove è stato registrato il contratto originario nel più breve tempo possibile .Per renderlo sicuramente opponibile al fisco e dare data certa, fino all’entrata in vigore del decreto “Sblocca Italia”, si doveva versare l’imposta fissa di 67,00 euro attraverso il modello F23 con codice tributo 109T, mentre con l’entrata in vigore del decreto-legge n. 133 del 12/9/2014  questa imposta è stata abolita.

foto 2

– La documentazione

Per poter registrare l’atto di diminuzione del canone di locazione, bisogna consegnare all’Agenzia delle Entrate, unitamente alle copie dell’atto precitato, anche il modello 69; si ricordi che, purtroppo, per ora questi atti non possono essere registrati telematicamente, anche per i possessori di più di nove unità immobiliari (che come ricordiamo hanno l’obbligo di registrare in forma telematica i nuovi contratti di locazione ed eseguire con lo stesso metodo gli adempimenti successivi).

 

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