Come progettare un terrazzo o un giardino, dallo studio dello spazio alla scelta della vegetazione.

Il tema del verde urbano è tornato prepotentemente alla ribalta in questi ultimi anni. Il suo valore era già stato messo in evidenza da Le Corbusier, uno dei padri dell’urbanistica contemporanea: nel 1923 infatti, nel suo libro “Verso una Architettura”, tra i cinque punti della nuova architettura annovera il “tetto a giardino”.

Negli anni ‘70, purtroppo, il fenomeno della speculazione edilizia, ci ha restituito un immagine delle città in cui nulla o poco era stato pensato per il verde. Fortunatamente oggi si ha un inversione di tendenza: sia le amministrazioni locali che i progettisti del paesaggio stanno operando scelte sempre più orientate al contatto con la natura.

progettare un terrazzo o un giardino

Questo perché i parchi e il verde, oltre a rappresentare un fenomeno di socializzazione per le attività di tempo libero, costituiscono un contributo essenziale contro l’inquinamento assorbendo anidride carbonica, una delle principali cause del surriscaldamento del pianeta.

Ecco quindi che si sta assistendo ad una vera e propria “vegetalizzazione” delle città: o rivestendo le facciate di alcuni edifici con piante rampicanti, nascondendo così  il  cemento o, come avviene ormai da anni in alcune grandi metropoli, New York in testa, trasformando i tetti dei grattacieli in giardini o in orti.

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Un esempio tutto italiano di “vegetalizzazione” si ha a Milano con il “Bosco Verticale”, complesso residenziale, firmato dall’architetto Stefano Boeri che ha vinto il premio di edificio più bello del mondo; esso ospita un grandissimo numero di terrazze e un centinaio di  specie vegetali diverse, è quindi un esempio della necessità di edificare in modo ecologico.

Dare spazio al verde equivale a migliorare la nostra vita e la nostra salute e quindi, in piccola scala, anche il singolo cittadino può e deve contribuire.

Quali sono i  fattori da tenere presente per progettare un terrazzo o un giardino, riuscendo in un risultato armonico?

Essenzialmente 6: quattro di natura prettamente tecnica e due relative ai fattori ambientali.

Analizziamoli uno ad uno:

  1. Il primo elemento che va analizzato nel progettare un terrazzo o un giardino è la sua FORMA. Lo studio della pianta ha pertanto un valore imprescindibile. Bisognerà quindi suddividere lo spazio a seconda delle funzioni che in esso intendiamo svolgere e, conseguentemente, scegliere gli arredi (tavoli, divani, tede, ecc.) e il tipo di vegetazione.Per un risultato armonico è importante che entrambi i fattori siano ben bilanciati. La dimensione dello spazio a nostra disposizione ci aiuterà anche a capire quante zone si possono creare e, di conseguenza, il numero di piante da collocare. Spesso gli spazi dei nostri terrazzi o giardini  in città sono molto ristretti, ma questo non sempre è un handicap, anzi in molti casi avere dei limiti aiuta a connotare in maniera più significativa il luogo, ad esempio sfruttando le superfici verticali, con l’uso di rampicanti.Ecco quindi che, così come per gli interni, la progettazione e l’esperienza rivestono un ruolo fondamentale, sia per l’individuazione di dove collocare la vegetazione, sia per creare una prospettiva che dilati gli spazi.
  2. Un fattore che viene spesso tralasciato, ma che riveste grande rilevanza è l’OMOGENEITA’ con gli spazi interni. Bisogna cercare sempre di adeguare gli spazi esterni con lo stile della nostra abitazione per mantenere una coerenza concettuale ed estetica.Questo vale sia nella scelta degli elementi architettonici (pavimenti, arredi, vasi) sia di quelli prettamente naturalistici. Avendo degli interni molto classici, ad esempio, risulterebbe stonato un giardino zen, che meglio si adatta ad un contesto di casa più moderno.Per quanto concerne l’arredamento, è bene, oltre ad adattarsi al contesto che sia delle giuste proporzioni: arredi troppo grandi in uno spazio troppo piccolo lo soffocherebbero. Così anche la scelta dei vasi non è casuale: un vaso arreda e per un insieme omogeneo è buona norma non variarli molto nella forma e nei colori.
  3. Determinante dal punto di vista scenografico è la SCELTA CROMATICA di  un ambiente. Per gli arredi non più di due colori. Per la vegetazione non più di tre o quattro specie. Per quanto riguarda gli abbinamenti cromatici bisogna fare una distinzione tra colori analoghi (ossia che contengono un colore in comune: per es. giallo, arancio, rosso) e colori complementari (ossia all’opposto sulla ruota dei colori: arancio e blu, giallo e viola, rosso e verde); non si deve poi dimenticare che i colori hanno il potere di modificare la prospettiva: i colori caldi creano una sensazione di avvicinamento, mentre quelli freddi di allontanamento dallo spettatore.
  4. Curare l’ILLUMINAZIONE. Questo è un elemento purtroppo molte volte trascurato  o mal risolto ma, se ben progettato, può contribuire ad una piacevole e suggestiva atmosfera anche nelle ore serali. Anche qua, a seconda del contesto dell’abitazione, possiamo scegliere tra luci a incandescenza calda o fredda; la prima si adatta più ad uno stile classico, la seconda ad un contesto più moderno. Come sempre, quando si parla di illuminazione, non esistono regole assolute;  a seconda dell’effetto che si vuole ottenere occorre studiare l’illuminazione degli spazi, che può essere direzionata in modi diversi e provenire da fonti differenti:
  • Illuminazione dall’alto, che riproduce e simula quella solare, creando zone d’ombra molto nette;
  • Illuminazione laterale che mette meglio in evidenza la parte più vicina al terreno, lasciando in ombra le chiome degli alberi o delle siepi;

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  • Illuminazione dal basso, che è sicuramente quella più usata perché mette in risalto con grande suggestione il tronco e i rami dell’albero ed ha anche il vantaggio di occultare bene i corpi illuminanti.

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E’ inoltre buona norma prevedere sempre delle prese a tenuta stagna quando si progetta l’impianto elettrico di un esterno; queste possono servirci sia per implementare l’illuminazione con delle gradevoli piantane, sia per poter usare, ad esempio dei taglia erba elettrici.

5. Per quanto riguarda poi i fattori ambientali, il primo e più importante nel progettare un terrazzo o un giardino è la valutazione del CLIMA. A seconda del clima è  possibile, infatti, scegliere la tipologia di piante; la loro crescita infatti varia ed è influenzata da fattori quali l’altitudine, il vento, la durata e l’intensità degli inverni.

L’inverno, per le piante è una stagione molto dura e se non si ha la possibilità di ripararle è bene scegliere, se siamo in luoghi dove le temperature vanno sotto lo zero, delle specie molto resistenti, come l’erica.

Se non si ha una buona conoscenza delle specie e delle loro caratteristiche la consulenza di un architetto, specializzato nei giardini, o di un esperto giardiniere può esserci di grande aiuto.

6. Il secondo aspetto ambientale è dato dall’ESPOSIZIONE. Quella migliore, sud/ovest, permette il maggiore soleggiamento durante tutta la giornata. Ovviamente l’esposizione può essere influenzata dalla rifrazione del sole e della luce date dalla presenza dei palazzi limitrofi.

Un attenta osservazione del luogo è quindi la sicura premessa per un buon risultato finale. In giardini molto esposti al sole è bene prevedere delle schermature, specie in estate, grazie a delle tende, delle tensostrutture, dei gazebo  o a dei semplici ombrelloni.

Ma il riparo dal sole può essere ottenuto anche con degli alberi, creando così un ombra del tutto naturale.

A seconda quindi dell’esposizione al sole si possono scegliere le piante che si adattano meglio alle caratteristiche del posto in cui ci troviamo: ci sono varietà che amano stare al sole e altre la mezzombra.


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Una volta analizzati e risolti questi problemi di natura progettuale possiamo passare alla selezione delle piante:

Si comincia quasi sempre dai confini, questo sia per nascondere delle eventuali recinzioni (palizzate, muretti in cemento, ringhiere), sia per permetterci quella privacy indispensabile per godere in piena libertà il nostro spazio.

I confini vengono creati con delle SIEPI, esse possono essere delle sempreverdi o delle caducifoglie; è importante in entrambi i casi regolare bene l’altezza, capire quindi cosa si vuole celare alla vista e cosa no.

Ovviamente nella scelta della vegetazione e conseguentemente dell’ aspetto complessivo che ne vogliamo ricavare bisogna tenere conto delle stagioni. Le sempreverdi ci aiutano a creare lo scheletro del nostro giardino.

La pianta sempreverde maggiormente usata per le siepi e quindi per i confini è il Bosso, poiché cresce molto lentamente ed è adatto ad essere potato in forme ben definite.

La regolazione della sua altezza è funzione del risultato che si vuole ottenere. Altra pianta adatta come siepe è il Lauroceraso, che è molto resistente al freddo, cresce molto velocemente, è facile da coltivare e nel mese di aprire regala bellissimi fiori bianchi.

C’è poi il Cipresso di Leyland ,che è una conifera, cresce velocemente e anch’essa resiste bene al freddo, crea muri molto compatti, impedendo completamente la vista dall’esterno e viceversa.

foto6Se abbiamo poi delle pareti verticali, di non particolare pregio estetico e le vogliamo abbellire, possiamo usare dei RAMPICANTI, definite altre sì piante tappezzanti.

Anche in questo caso le specie a disposizione sono tante; le più utilizzate sono le sempreverdi, le possiamo distinguere in rampicanti da foglia e rampicanti con fioritura stagionale. Alla prima specie appartengono: l’Edera, che si attacca molto facilmente alle superfici ma ha lo svantaggio di rovinarle; la Vite Canadese, con foglie verde scuro che in autunno virano di colore e diventano rossicce.

Tra  rampicanti sempreverdi con fioritura stagionale, i più usati sono: il Gelsomino, che cresce facilmente e non ha bisogno quindi di particolari terreni, preferisce l’esposizione diretta al sole, non soffre il caldo eccessivo ma non tollera periodi prolungati di freddo e il vento forte, ha inoltre una fioritura bianca molto profumata che va dalla tarda primavera a metà dell’estate; il Ryncospermum, detto anche falso gelsomino, che ha un ottima resistenza al freddo, vive bene anche in condizioni di ombra e non necessita di cure particolari, la fioritura avviene tra aprile e giugno; la Bouganvillea, che può avere fiori di diversi colori a seconda dei gusti (fucsia, rosso, bianco), ha uno sviluppo veloce e vigoroso e ama il sole.

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Una volta creato “lo scheletro”, non si può fare a meno delle FIORITURE STAGIONALI, anche qui l’elenco è numeroso e vario e dipende solo dai gusti. Le fioriture stagionali ci aiutano ad avere un giardino in continuo mutamento e mai spoglio.

Se non si è dei giardinieri esperti il consiglio è di non scegliere piante che richiedono una grande manutenzione o cure specifiche. Dovendo far riferimento ad un concetto meramente estetico possiamo avere due alternative: aiuole monocromatiche oppure un’armoniosa combinazione di colori create o con colori della stessa tonalità o con colori contrastanti ma vibranti di “ritmo”.

Molto importante, indipendentemente dalla scelta cromatica che si persegue è la regolazione delle altezze delle diverse specie, sia per un’armonia visiva, sia per far si che le piante più alte non creino ombra a quelle più basse, compromettendone la crescita. Una falsa credenza infine è quella di pensare che un giardino possa fiorire solo in primavera o in estate.

Ci sono piante che resistono molto bene al freddo e alle basse temperature. Anche qua l’aiuto di un esperto del settore ci può aiutare, ci sono infatti  piante che resistono al freddo e che fioriscono durante tutto l’inverno e oltre.

Tra esse: la Stella di Natale, simbolo appunto del Natale con i suoi fiori grandi e rossi; la rosa di Natale che non richiede particolari cure,  può essere coltivata sia in piena terra che in vasi e fiorisce tra dicembre e marzo; l’ Erica che vive ben al sole e a mezzombra; il Ciclamino che fiorisce in tarda estate e la cui fioritura perdura fino ad inverno inoltrato;  la Camelia dalla fioritura invernale che regala bellissimi fiori profumati; la Viola resistente alla neve e che fiorisce per tutto l’inverno fino a primavera, la Dafne, il Gelsomino di San Giuseppe e tanti altri.

Guest Post scritto per Crea la casa dall’Architetto Ida Sidro

  • Ida sidroArchitetto, amante dell’arte contemporanea e della mitologia classica,  concepisco questo lavoro come una “missione”, in cui ci vuole testa ma anche cuore ed anima, perché compito primo di chi fa questo lavoro è regalare e realizzare sogni. Nel ristrutturare una casa si comincia dal sognare, dal layout emozionale, dal cogliere l’anima che ogni abitazione possiede, servendosi della conoscenza dell’antico ma anche della padronanza delle nuove tecnologie, senza mai tralasciare la luce, l’illuminazione che è segno, emozione e percezione della forma e dei colori.

    Ida Sidro

     

     

     

     

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2 commenti
  1. renata cagno dice:

    Questo è l’argomento più interessante in assoluto per noi “urbanizzati” amanti della natura. Grazie di cuore per questi preziosi suggerimenti!

    Rispondi

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