Come scegliere il climatizzatore giusto

L’estate è alle porte e scegliere il climatizzatore giusto diventa per tanti la priorità per affrontare al meglio il caldo torrido. Eppure, il climatizzatore giusto consente di utilizzarlo non solo durante la bella stagione, ma anche in inverno aiutandoci ad ottenere  la temperatura ideale in ogni stagione.

Il climatizzatore, poi, serve anche a mantenere il giusto livello di umidità e a filtrare e purificare l’aria che respiriamo. Ecco perché è importate scegliere il climatizzatore giusto con attenzione.

Vediamo insieme cosa c’è da sapere per scegliere il climatizzatore giusto.

scegliere il climatizzatore

Filtraggio

Tutti i climatizzatori moderni incorporano un sistema per purificare l’aria domestica: si tratta di filtri anti odore, antipolline e antibatterici. I filtri sono molto utili per chi ospita animali domestici e chi soffre di allergia. I filtri dei condizionatori possono essere di tipo diverso, ad esempio in PVC, ai carboni attivi, agli ioni, oppure elettrostatici. Consultate il manuale di istruzioni per saperne di più.

eco-ideaIDEA ECO – Meglio sostituire o pulire il filtro in anticipo, prima di iniziare a riavviare il condizionatore e, soprattutto, prima dell’arrivo del grande caldo. Se il filtro del condizionatore sarà sempre pulito, eviterete l’accumulo di sporcizia e polvere all’interno del dispositivo, prolungandone la durata. Il vantaggio di un filtro pulito riguarda la sua capacità di impedire agli allergeni di contaminare l’aria di casa.

condizionatori_foto2

Potenza

La potenza dovrà essere direttamente proporzionale alla grandezza della stanza da climatizzare: per scegliere il climatizzatore (o meglio, la sua potenza), sarà necessario tenere presente i metri quadri dell’ambiente che s’intende climatizzare. Il calcolo esatto si ottiene moltiplicando 340 per i metri quadrati della stanza. Così per un locale di 12 mq bisognerà orientarsi per un climatizzatore di almeno 4.080 BTU/h.

Tuttavia,  scegliere un climatizzatore in base ai metri quadri non è abbastanza. Nel determinare la potenza si dovrà tenere conto del numero delle finestre, di come sono isolati gli infissi, dell’esposizione della camera, se vi sono apparecchi che producono calore, l’altezza del soffitto.

condizionatori_foto3

Rumorosità

Il grado di rumorosità va verificato sull’etichetta insieme agli altri parametri appena citati : la rumorosità è indicata in etichetta con l’unità di misura Decibell (dB). In commercio esistono climatizzatori molto rumorosi e altri più silenziosi, per cui è importante saper leggere l’etichetta e scegliere il climatizzatore in base alla destinazione. I climatizzatori di ultima generazione sono mediamente tutti silenziosi. Un esempio? La potenza sonora pari a 55 dB indicata in etichetta equivale al rumore emesso dal vento che attraversa le foglie.

condizionatori_foto4

Classe energetica

La Classe Energetica ci segnala quanto il climatizzatore peserà sulla nostra bolletta elettrica. Si consiglia di scegliere climatizzatori di classe energetica pari almeno ad A+. La classe energetica più efficiente è la A+++. Gli ultimi climatizzatori con tecnologia inverter consentono di regolare in modo continuo e automatico sia potenza, sia velocità di funzionamento dell’apparecchio. E’ bene controllare anche l’Indice di Efficienza di Raffreddamento, denominato con la sigla COP o EER. Il livello di efficienza di raffreddamento è un parametro affidabile per scegliere il condizionatore

eco-ideaIDEA ECO  – Il WWF ha lanciato un programma che vi aiuterà a scegliere il condizionatore d’aria per evitare sprechi energetici:  si chiama TopTen ed è il portale nato per dare consigli sull’acquisto del condizionatore.

http://www.eurotopten.it

condizionatori_foto5

Fissi o mobili

Quelli mobili o portatili, costano più di quelli fissi , non hanno bisogno di essere installati da personale specializzato ed il loro utilizzo richiede un maggiore dispendio energetico, perché per funzionare devono attingere ad aria calda all’esterno del locale in cui sono posti.

condizionatori_foto6

Ecco una utile guida:

http://www.greenme.it

eco-ideaIDEA ECO – Oltre al condizionatore, non dimentichiamo che esistono soluzioni ecologiche ed economiche contro la calura estiva come lasciare le finestre aperte nelle ore più fresche, ad esempio di notte, e conservare la frescura abbassando le tapparelle nelle ore calde del giorno, creare correnti d’aria da una stanza all’altra o con ventilatori a soffitto, da tavolo, proteggere i vetri con frangisole regolabili a seconda dell’inclinazione dei raggi solari e spegnere all’interno degli uffici fonti di calore inutilmente accese.

condizionatori_foto7

zanzariere

Come scegliere la zanzariera perfetta per le proprie esigenze.

Con l’arrivo dell’estate, dobbiamo pensare a come proteggere la casa dagli insetti ma soprattutto dalle fastidiose zanzare che ci impediscono di riposare tranquillamente durante la notte! Come fare per dormire sonni tranquilli?.

Il rimedio più ecologico riguarda probabilmente la realizzazione e l’installazione di zanzariere che permetteranno di tenere le zanzare fuori di casa anche quando apriamo le finestre e lontano dal nostro letto mentre riposiamo.

Mettere le zanzariere agli infissi potrebbe sembrare una decisione semplice ma appena iniziamo a chiederci quale scegliere e quale sia la più adatta alle proprie esigenze, si capisce che la scelta dei prodotti presenti nel mercato è davvero molto ampia e quindi più difficile del previsto. Oggi si trovano anche prodotti innovativi e versatili in grado cioè di rispondere a tutte le differenti necessità.

Crea la casa vuole guidarvi su come scegliere la zanzariera giusta per voi.

Come scegliere la zanzariera

La prima distinzione da fare pertanto è quella tra zanzariere fisse e mobili. 

Le prime, le zanzariere fisse, sono quelle che si fissano al telaio delle finestre o ancor meglio, se vi è la possibilità, che si applicano alle persiane non intralciando così l’affaccio rendendole però efficaci solo di sera ma dando così la possibilità di tenere aperti gli infissi con le persiane chiuse.

Le zanzariere mobili  invece possono essere a rullo, come le tapparelle e cioè dotate di sistema di avvolgimento e facilmente adattabili a tutti i tipi di infissi: hanno il pregio di non avere alcun ingombro ma il difetto di durare poco perché i profili, montati sui bordi laterali, a forza di scorrere nei binari tendono a strapparsi e a danneggiare il tessuto.

Esistono in alternativa quelle  a telaio rigido, che si sollevano a scorrimento , e sono le più robuste ed anche molto semplici da pulire; quelle plissettate o anche quelle a soffietto invece sono decisamente molto delicate e tendono a tagliarsi lungo le pieghe, se rimangono chiuse per molto tempo

Ancora ci sono le zanzariere ad incasso o  elettriche, scorrevoli ed avvolgibili, perfette per i balconi e le finestre di grandi dimensioni in quanto vanno fatte su misura:  sono probabilmente le più care sul mercato ma vengono montate tra l’infisso e la tapparella, al riparo quindi sia dal freddo che dagli agenti atmosferici e diventano quindi una soluzione durevole ed efficace.

In ogni caso, qualunque sia il genere di zanzariera che scegliamo, tra quelle mobili, oggi con la domotica è possibile realizzare sistemi di automatismo tali da permettere di comandarle tutte direttamente dall’ingresso della propria abitazione o addirittura anche quando si è fuori, lontano dalla propria casa, con una semplice applicazione sul proprio telefonino.

Infine, esistono, tra le soluzioni più economiche, le zanzariere magnetiche che prevedono un sistema di trattenimento del telo con magneti agli infissi.

Scelto il modello adatto alle nostre esigenze, si può passare a decidere il materiale.

La struttura della zanzariera è composta da guide in alluminio, o in plastica rigida, che sorreggono una rete a maglie molto fitte che blocca gli insetti e lascia liberamente fluire l’aria. L’importante è scegliere dei materiali di buona qualità e che consentano di avere una buona resistenza. Un tessuto non idoneo, infatti. può resistere una o due stagioni e magari strapparsi durante un temporale.

Quali sono i materiali con i quali realizzare i telai delle zanzariere?

  • fibra di vetro rivestita in PVC: resistente agli strappi, alle folate di vento ed alle intemperie ed anche facile da pulire – ideale quindi per gli infissi di un’abitazione;
  • profili in alluminio ad alto spessore:per avere un telaio più rigido e quindi più resistente ad urti e strappi ed adatto anche a schermare piccole aperture in casa, in cortile o in giardino;
  • telaio in plastica: più economico anche se meno duraturo nel tempo, multiuso e versatile, abbina estetica e convenienza.

In più oggi esistono sul mercato anche zanzariere dotate di tessuti oscuranti, per ottenere negli ambienti il buio totale, riparando dalla luce intensa e dal sole oppure con tessuti ricamati, o con sistemi anti-vento e anche guide fluorescenti.

Novità!

Le guide fluorescenti non sono le ultime novità presenti sul mercato! Oggi si possono trovare finanche zanzariere con sistemi di antifurto e sistemi di antintrusione in quanto dotate di raggi infrarossi inseriti nel telaio.

Consiglio di Crea la casa!

Oggi le zanzariere di ultima generazione sono quasi del tutto riciclabili, in quanto utilizzano in larga parte alluminio, materiale ecologico e riutilizzabile.

Se in casa ci sono cani o gatti, bisogna escludere tutte quelle zanzariere che montano una rete corredata da bottoncini tensori e orientarsi sulle porte a battente, o quelle a scorrimento, asportabili e riponibili nella stagione fredda, con rete in fibra metallica antivento e termosaldata, così da disporre di elementi più solidi e resistenti, che possano sopportare l’irruenza dei nostri amici a 4 zampe.

 

Se hai bisogno di avere suggerimenti e consigli o vuoi sentire il parere dei nostri esperti, non esitare a contattarci!

CREA LA CASA è a vostra disposizione, basta premere il pulsante qui sotto.

[cta id=”3325″ vid=”0″]

Ristrutturare casa :da cosa iniziare e quali sono i tempi e le modalità giuste?

Ristrutturare casa, per quanto possa essere un bel cambiamento della vostra vita, sia che si tratti di un lavoro completo o di qualche semplice ritocco, crea comunque molte preoccupazioni che partono, naturalmente, dal non sapere a quale spesa si va incontro e dal non avere un’idea chiara dei tempi che occorrono per farlo.

Crealacasa cercherà, ancora una volta, di guidarvi in questo passo importante della vostra vita per poterlo affrontare, se non altro, con maggiore consapevolezza per evitare di incorrere in brutte sorprese.

Innanzitutto affidarsi ad un architetto, professionista della materia, è importante proprio perché vi aiuterà guidandovi, passo per passo, durante tutto il percorso della ristrutturazione, dettandovi i tempi giusti delle scelte che sarà necessario affrontare per non trovarvi mai in affanno sull’acquisto dei materiali.

L’architetto infatti farà da mediatore tra voi e l’impresa esecutrice delle opere, interpretando, sin dall’inizio, i vostri gusti e le vostre esigenze!  

ristrutturare casa

E’ una figura professionale che sa valutare ogni aspetto prima di redigere il progetto, partendo quindi dall’analisi delle esigenze familiari ma senza tralasciare la fattibilità tecnica e strutturale nel rispetto della normativa vigente in materia, fino alle valutazioni economiche, indicandovi magari anche gli incentivi fiscali di cui si può usufruire.

Ma iniziamo con ordine per chiarire i cari passaggi per affrontare con “il piede giusto” questa bella esperienza, evitando così un inutile dispendio economico e di energie!

  1. Dopo aver deciso chi sarà il vostro architetto di fiducia, che vi farà sia da progettista delle opere che da Direttore dei Lavori, ed aver concordato con lui il giusto compenso per le prestazioni professionali che è chiamato a svolgere per voi, dovete fargli capire qual è il vostro “genere” di casa, le vostre preferenze in merito e soprattutto le vostre abitudini: in tal modo sarà più facile per il vostro tecnico, progettare la vostra casa ideale che sia perfetta per voi!!! 

2. Una volta definito il progetto di massima, l’ architetto stilerà un computo metrico delle opere necessarie apponendovi i prezzi di mercato, in modo che voi possiate avere una stima delle lavorazioni e farvi un’idea della spesa alla quale dovete andare incontro: tale passaggio vi aiuterà quindi anche a capire se modificare il progetto stabilito al fine  di limare le spese o se potete confermarlo!

Il vostro architetto, a questo punto e se è necessario, potrà aiutarvi anche ad individuare, attraverso le vostre priorità, i lavori indispensabili e quelli eventualmente meno e magari anche a distribuire al meglio il vostro budget sulle varie categorie di lavori

3. Da tale computo metrico, il vostro tecnico redigerà quindi il progetto definitivo ed anche una richiesta offerta delle opere necessarie:  cioè toglierà i prezzi precedentemente apposti alle singole lavorazioni, in modo che voi possiate avere un elenco delle opere da presentare a diverse imprese esecutrici che saranno chiamate ad apporre i propri prezzi.

Avrete così un confronto diretto per poter scegliere la ditta che vi offrirà quello che voi ritenete essere il miglior rapporto qualità/prezzo. 

4. Una volta scelta la ditta che eseguirà i lavori nella vostra casa, l’architetto potrà redigere la pratica edilizia necessaria per effettuare i lavori in regola con le normative urbanistiche esistenti, allegando ad essa anche i documenti della ditta esecutrice (il DURC).

NOTA BENE: è da tener conto che oggi, per i lavori di straordinaria manutenzione da realizzare all’interno dell’immobile, è necessario redigere una C.I.L. (Comunicazione di Inizio Lavori) a firma del vostro tecnico, completa di tutti gli allegati necessari e con un bollettino per i diritti di segreteria pari ad € 125,00 ed i lavori potranno avere inizio già dal giorno dopo la presentazione di tale pratica

  1. Lo stesso architetto vi aiuterà anche nella redazione di un piccolo contratto tra la proprietà e l’impresa esecutrice scelta a tutela di entrambe le parti per stabilire e fissare su carta le modalità di esecuzione dei lavori, la tempistica e le modalità di pagamento nel corso della durata delle opere.

2. A questo punto inizieranno i lavori e l’architetto ha il compito di effettuare sopralluoghi in cantiere e relazionare alla proprietà lo svolgimento delle opere. 

sopralluogo architetto

3. Una volta effettuate le demolizioni necessarie e previste nel progetto, prima di procedere con la realizzazione dei tramezzi, il tecnico farà effettuare dalla ditta lo “spiccato” e cioè sarà sistemata sul pavimento solo una prima fila di mattoni in modo da poter dare un’idea reale del progetto che fino ad adesso è stato definito solo su carta: in questo modo, il tecnico nel corso di un sopralluogo, vi spiegherà sul posto il progetto, fornendovi tutte le opportune spiegazioni, per avere l’ok per procedere. 

4. Dopo aver tirato su i tramezzi, si potrà così procedere con l’impiantistica, sulla base di quanto stabilito e determinato sia sui grafici di progetto che nel computo metrico: ogniqualvolta si rende necessario effettuare una modifica e/o un’integrazione a quanto inizialmente stabilito, dovete essere avvisati e non si deve procedere senza che voi abbiate dato il vostro consenso!

 

5. L’architetto vi indicherà i tempi corretti per effettuare i vari acquisti delle forniture necessarie, tenendo conto delle tempistiche di spedizione dei materiali in cantiere, in modo che l’impresa esecutrice possa procedere senza inutili soste e vi accompagnerà, se preferite, anche dal fornitore per darvi una mano nella scelta dei pavimenti e dei rivestimenti necessari. 

 

6. Periodicamente l’impresa presenterà dei S.A.L. (Stati di Avanzamento Lavori), nei tempi e nei modi stabiliti nel contratto stipulato prima dell’inizio dei lavori, e la contabilità dovrà sempre essere controllata e vidimata dal vostro architetto che controllerà sia le lavorazioni che le quantità realizzate.

7. Alla fine delle lavorazioni, il vostro tecnico redigerà la chiusura dei lavori che sarà completa anche di aggiornamento catastale ed il tutto sarà inviato all’Ufficio dello Sportello Unico dell’Edilizia Privata di Napoli per chiudere la pratica; vi dovrà consegnare quindi, a fine opere, il fascicolo completo sia della pratica edilizia presentata, sia della chiusura ma anche dell’accatastamento presentato all’Agenzia del Territorio di Napoli, che di un cd contenente tutte le foto effettuate nel corso dei sopralluoghi in cantiere. 

 

NOTA BENE: Con l’aiuto di un professionista esperto, di sicuro risparmierete sia sui tempi che sui costi in quanto saprà consigliarvi anche i fornitori che offrono il miglior rapporto qualità prezzo dei prodotti.

Dovete comunque tener presente però che per la ristrutturazione completa  di un immobile, sono necessari almeno 3 mesi, perché ogni processo di lavorazione ha bisogno dei propri tempi obbligati e far lavorare maestranze diverse contemporaneamente comporterebbe solo una gran confusione all’interno del cantiere e quindi un dispendio di energie senza riuscire a ridurre i tempi.

 

 

Come pulire e mantenere il Legno: Ecco tutti i segreti

Il legno è un materiale organico, vivo, quindi ha bisogno di cure particolari e particolari attenzioni: una corretta manutenzione, e una pulizia accurata, aiutano a preservare al meglio e più a lungo le sue caratteristiche.

Ma non spaventatevi: la pulizia e la manutenzione del legno richiede pochi e semplici accorgimenti che, se correttamente apportati, vi garantiranno una lunga durata dei vostri mobili.

pulire e mantenere il Legno

Vediamo insieme come fare per pulire e mantenere il Legno

NO ALL’UMIDITA’

Tenere il mobile in un posto asciutto ma sempre ben aerato: l’umidità eccessiva e il riscaldamento troppo secco provocano rigonfiamenti e fessurazioni.

QUALI PRODOTTI

Evitare l’uso di polish per la pulizia, in quanto sono abrasivi, mentre un uso frequente (ogni sei mesi circa) di una cera mantiene l’elasticità delle fibre limitando spaccature;

Una cera scura maschera meglio i difetti di finitura e previene la lignina dall’ingrigimento causato dall’azione dei raggi ultravioletti.

LA PULIZIA

I mobili vanno sempre puliti con una spazzola morbida:  la spazzola può essere inumidita di acqua saponata, evitando di bagnare troppo il mobile e asciugandolo poi rapidamente prima di procedere con un’eventuale lucidatura a cera.

PASSARE LA CERA

La  cera si utilizza per proteggere i mobili dalla polvere e dall’umidità, conferendo ad essi un aspetto lucido che valorizza la vena del legno. In commercio esistono vari tipi di cera: vergine d’ape,  vegetale ed una moltitudine di prodotti contenenti cera, pratici e veloci da utilizzare; la pulizia del mobile con finitura a cera può essere effettuata semplicemente con uno straccio.  Quando lo sporco è particolarmente tenace bisogna evitare di esercitare una pressione troppo forte nello stesso punto, perché potrebbe nuocere gravemente l’estetica del mobile. Per evitare tale inconveniente si versano sulla zona macchiata alcune gocce di trementina, si lasciano agire per qualche minuto, quindi si strofina la macchia.

 

MANUTENZIONE DELLE PARTI ACCESSORIE

Spruzzare con spray lubrificanti le cerniere e le parti metalliche in movimento, facendo particolare attenzione alle parti scorrevoli, che vanno strofinate con paraffina tutte le parti scorrevoli: ciò serve a ridurre al minimo gli attriti che si vengono a formare. Per un loro corretto scorrimento delle parti in movimento (cassetti, cerniere delle ante, estrattori guide) è necessario provvedere a rimuovere periodicamente la polvere dalle guide e dalle cerniere con un panno morbido e comuni detergenti.

Tra i lubrificanti più usati vi sono gli oli e i grassi:  i primi sono di più facile applicazione, i secondi presentano il vantaggio di rimanere più a lungo nel punto in cui vengono applicati. Prima di lubrificare un meccanismo con il grasso prima bisogna sempre pulirlo con cura.

GRAFFI

Quando il graffio è in superficie, basta effettuare la carteggiatura e una passata di vernice.

Per rigature nel legno e graffi più profondi è necessario l’impiego della cera. Dopo aver acquistato una stecca di cera dalla tonalità compatibile a quella del mobile da riparare, dovrete la stecca di cera finché l’intero graffio non sarà completamente saturato. Successivamente, rimuovete la cera in eccesso con una  spatola: la cera deve solo riempire la rigatura e non traboccare in eccesso.

GLI INSETTI CHE ROVINANO IL LEGNO

I tarli e tarme sono i peggiori nemici del legno:  vi depongono le loro uova e, dopo la schiusa, divorano il legno nel tempo, creando gallerie. La prevenzione si effettua applicando sul legno sano dei prodotti protettivi. Se legno è ormai infestato, bisogna esaminarlo ed osservare i fori dei tarli con una lente di ingrandimento:

  • se risultano puliti all’interno e i bordi sono ben definiti, significa che i tarli sono fuoriusciti da poco e che, probabilmente, altri tarli stanno ancora agendo all’interno. In questo caso è necessario procedere a un intervento di “avvelenamento” antitarlo.
  • se i fori sono parzialmente occlusi da polvere e cera, ed i bordi dei fori sono irregolari, significa che i tarli hanno da tempo abbandonato il legno e si può passare direttamente all’opera di ripristino della superficie.

Il modo più sicuro e definitivo per sconfiggere i tarli consiste nell’esporre il mobile a particolari fumi tossici che, oltre ad avvelenare l’insetto e le sue larve, impregnano il legno in modo che neanche in futuro l’insetto possa allignarvi: in commercio si trovano liquidi di tipo diverso, non particolarmente pericolosi da maneggiare, ma che vanno utilizzati con sempre con attenzione. Si procede con l’applicazione del liquido sul legno mediante pennello, o iniettandolo con una siringa. Inoltre è bene ripetere il trattamento due o tre volte nell’arco dell’anno.

QUALCHE UTILE TUTORIAL PER LA PULIZIA E MANUTENZIONE DEL LEGNO

Trattamento Antitarlo

Come eliminare il tarlo dal legno

Anche sei in Tedesco le immagini rendono! Riparazione per Legno e Pietra

Lavorare il legno

Cura e pulizia del legno

Come pulire le macchie di pastello dai mobili.

 

 

Shabbare con stile : Crea la casa ti dice come

Crea la casa vi ha già parlato della tendenza shabby chic che sembra essere davvero uno stile praticato da molti: è una tendenza che, riprendendo la tecnica decapè, ha una finitura che consente di trasformare e riutilizzare vecchi mobili, porte ed altri complementi d’arredo che così trasformati abbandonano la loro veste originale per risplendere di una luce diversa. La luminosità è la principale delle caratteristiche di questa rielaborazione.

Lo Shabby si realizza solo con colori molto chiari, ed è bello vedere come da oggetto vecchio e scuro, se sapientemente modificato, possa diventare un elemento di arredo piacevole e di tendenza. 

shabbare stile

Lo shabby realizzato con il fai da te rappresenta anche un bel divertimento per chi lo esegue: si può recuperare un vecchio mobile trovato in cantina, ma se sì è particolarmente attratti da questa tecnica, si possono acquistare mobili  o complementi di arredo di seconda mano e procedere alla shabbatura a seconda della suggestione che l’oggetto ispira.

Puoi trovare tante offerte su www.subito.it

Vediamo i passaggi fondamentali ed i materiali che occorrono per shabbare con stile.

Shabbare un mobile è più semplice di quanto si creda, ma soprattutto permette di riportare a nuova vita mobili che non ci piacciono più, che hanno bisogno urgente di un restyling o che, semplicemente, ci ispirano una nuova visione di essi.

  1. Se hai scelto un mobile con maniglie, ante o cassetti li si deve smontare , facendo attenzione eventualmente alle parti in vetro: Crea la casa ti consiglia di fotografare il mobile prima di smontarlo, per avere un’ esempio sempre a portata di mano di come rimontarlo. Proteggi tutte le parti da NON DIPINGERE con lo scotch di carta, così verrà via molto facilmente e non lascerà traccia.

 

2. A questo punto, si procede scartavetrando accuratamente con la carta abrasiva il mobile o l’oggetto. Questa rappresenta una fase molto importante, in quanto elimina dall’oggetto tutta la vernice lucida che lo rende così moderno: Crea la casa ti consiglia durante questa operazione, di operare all’aperto, di indossare una mascherina e di proteggere il pavimento anche con dei semplici fogli di giornale. Elimina poi i residui di polvere prima con un pennello piatto e poi con stracci bagnati.

3. Ora è arrivato il momento di passare prima mano di pittura, lasciare asciugare bene e poi dare una seconda mano. Infine, scartavetrare tutte quelle zone da shabbare e si desidera mettere in evidenza. Così facendo invecchierai il mobile, facendo uscire le parti più scure sotto la superficie della pittura. Crea la casa consiglia di usare per questa operazione carta abrasiva di diversa grana per ottenere il giusto grado di shabbatura desiderato. Per la finitura, passa una mano di cera, che toglierai successivamente con un panno di lana.

L’occorrente per shabbare

  • Mobile o oggetto da shabbare
  • carta abrasiva di varia grana
  • pennello piatto
  • scotch di carta
  • vernice per pareti/ chalk paint
  • cera trasparente

Dunque, se in casa hai sedie vecchie, tavoli, porte, infissi in legno rovinati, macchiati, sciupati, invece di buttarli dona loro una seconda occasione e trasformali secondo i dettami dello stile shabby chic! Non occorrono grandi spese o troppa fatica, ma solo del tempo da dedicare e un poco di pratica.

Crea la casa ti propone anche qualche tutorial su you tube dove trovare spunti e ulteriori suggerimenti:

https://youtu.be/w5UXVL3WAIw

https://youtu.be/Bg39sirN8k0

Inoltre, su Facebook  trovate molti gruppi di lavoro: a nostro parere Mano ai pennelli  e Shabby & crafts sono tra i migliori!

 

crepe dopo terremoto

Nuove detrazioni fiscali per il miglioramento sismico. Le crepe nel muro un problema da non sottovalutare

Le detrazioni e il sisma bonus proseguono per tutto il 2018

La legge di bilancio 2018 ha prorogato le detrazioni per gli interventi volti al miglioramento sismico e alla messa in sicurezza degli edifici.

La misura approvata porta con sé importanti novità, le detrazioni fiscali sugli interventi di miglioramento sismico si applicheranno nella misura del 50% sia su abitazioni che su immobili commerciali. Possono salire fino ad un 70% o 80% se gli interventi portano a una diminuzione di una o di due classi di rischio dell’edificio.

Il miglioramento sismico di un immobile è un intervento essenziale per la sicurezza dei suoi abitanti. Grazie a queste nuove misure, potrai affidarti a ditte specializzate nel settore e beneficiare della detrazione fiscale per tutto il 2018.

Crepe nel muro

Le crepe non sono solo fastidiose da vedere, ma un problema serio

La maggior parte degli edifici costruiti in zone sismiche soffrono di crepe nel muro, un problema da non sottovalutare. Soprattutto in questo zone, le crepe nel muro sono sintomo di cedimento dei terreni di fondazione. Per risolvere il problema delle crepe nel muro, è importante sottoporre l’immobile a persone qualificate che possano darti la soluzione migliore per eliminare le crepe nel muro

Il miglioramento sismico è un intervento spesso necessario

L’intervento di miglioramento sismico è un’azione mirata a rafforzare sia la struttura portante dell’immobile che il suo terreno di fondazione e interessa principalmente gli edifici situati in zone ad alto rischio sismico.

Per garantire la sicurezza dello stabile non basta però migliorarne la condizione strutturale, è fondamentale effettuare anche un intervento di consolidamento dei terreni di fondazioni perché è proprio dal terreno che arrivano le onde sismiche. Quest’ultima operazione parteciperà ad attenuare l’effetto delle scosse sismiche attraverso un processo di miglioramento del terreno.

L’intervento di consolidamento del terreno di fondazione ha proprio come obiettivo

  • la compattazione del terreno di fondazione con incremento della sua resistenza meccanica

consolidamento dei terreni di fondazione

L’intervento di consolidamento delle fondazioni attenua le scosse telluriche

L’intervento di consolidamento dei terreni di fondazioni mediante iniezioni di resine espandenti si articola principalmente in tre fasi:

  • Perforazione del terreno sottostante e intorno all’edificio
  • Immissione di tubi per l’iniezione di resina espandente
  • L’immissione di resina espandente nel terreno

Questa operazione di consolidamento prevede l’esecuzione di iniezioni di resine espandenti nel terreno sotto costante controllo geofisico 3D, il che assicura una miglior controllo del lavoro.

Le iniezioni di resina espandente risolvono il problema

Le resine espandenti sono un’ottima soluzione per la stabilizzazione dell’immobile, non sono invasive e sono composte da un formulato chimico appositamente studiato per essere immesso nel sottosuolo.

Le immissioni trasformano lentamente il terreno e ne migliorano le caratteristiche meccaniche grazie alla resina iniettata.

 

Smaltire gli elettrodomestici correttamente: Ecco come

In questo articolo Crea la casa vi fornisce le informazioni pratiche sui costi e i modi per smaltire gli elettrodomestici correttamente, illustrando le normative sullo smaltimento degli elettrodomestici.

La produzione attuale degli elettrodomestici  è sempre più rivolta alle esigenze di risparmio energetico e rispetto dell’ambiente introdotte dall’Unione Europea; essi  sono anche conosciuti con l’acronimo AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e  sono suddivisi per categoria che dipende dalla loro grandezza:

  • piccoli elettrodomestici, cioè quelle apparecchiature elettriche di piccole dimensioni, facilmente trasportabili (frullatori, spremiagrumi, ferri da stiro e asciugacapelli). Anche se vengono identificati come piccoli, la quantità di energia necessaria che richiedono può non essere bassa;
  • grandi elettrodomestici, conosciuti anche come ‘elettrodomestici bianchi’, che richiedono una grande quantità di energia per funzionare, hanno prese elettriche particolari, sono molto pesanti (frigoriferi, forni, condizionatori, lavatrici);
  • ‘elettrodomestici bruni’, sono invece una categoria a parte ed include apparecchiature tecnologiche come TV, computer, lettori CD e DVD, fotocamere etc.

smaltire gli elettrodomestici correttamente

smaltire-elettrodomestici_foto2

smaltire-elettrodomestici_foto3

smaltire-elettrodomestici_foto4

Gli elettrodomestici al termine del loro ciclo di vita vengono definiti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

La normativa per smaltire gli elettrodomestici individua 5 grandi raggruppamenti di RAEE, che ovviamente hanno diversi processi di trattamento alla fine del loro ciclo di vita:

R1: apparecchi refrigeranti (es. frigoriferi, climatizzatori)

R2: grandi bianchi (es. lavatrici, lavastoviglie)

R3: TV e monitor

R4: apparecchi di illuminazione, piccoli elettrodomestici (es. ventilatori, cellulari, giocattoli elettrici)

R5: sorgenti di illuminazione (es. neon, lampade e lampadine)

smaltire-elettrodomestici_foto5

smaltire-elettrodomestici_foto6

smaltire-elettrodomestici_foto7

smaltire_elettrodomestici_foto8

Quasi tutti gli elettrodomestici appartenenti a uno dei 5 raggruppamenti, oggi, sono composti da materiali riciclabili o in alcuni casi nobili; oltre a contenere materiale riciclabile, però, i RAEE sono oggetti altamente inquinanti ed  altamente pericolosi e dannosi per l’ambiente se vengono dispersi irresponsabilmente.

Quando un elettrodomestico non funziona più,  diventa un rifiuto che il cui smaltimento va gestito secondo precise regole, specialmente se di grandi dimensioni: gli elettrodomestici non funzionanti sono rifiuti speciali ed esistono normative sullo smaltimento elettrodomestici che impongono di scegliere uno dei tanti metodi possibili per smaltire gli elettrodomestici:

  1. consegna per lo smaltimento dell’elettrodomestico presso un punto vendita (è obbligatorio, in questo caso acquistare un elettrodomestico equivalente);
  2. consegna per lo smaltimento dell’elettrodomestico presso il centro per la raccolta differenziata o presso l’isola ecologica del proprio comune di residenza, la cui consegna presso questi centri è gratuita;
  3. contattare un professionista per lo smaltimento dell’elettrodomestico, specializzato nel ritiro a domicilio degli elettrodomestici e nel trasporto e consegna presso le apposite aree di smaltimento.

smaltire-elettrodomestici_foto9

Il D.lgs. 151/2005 impone l’obbligo di ritirare, in maniera totalmente gratuita, il vecchio elettrodomestico da parte del venditore qualora il cliente acquisti un elettrodomestico equivalente (da qui il nome della normativa “uno contro uno”). Per fare un esempio pratico: se volete sostituire la lavatrice con una nuova, potete portare la vostra vecchia lavatrice presso il punto vendita e chiedere che sia ritirata per lo smaltimento. Il mancato ritiro del vecchio elettrodomestico, o la richiesta di denaro per il ritiro, comporta delle pesanti sanzioni per il venditore, che quindi deve rispettare gli obblighi per smaltire gli elettrodomestici e seguire il processo di smaltimento corretto. Le sanzioni, di tipo amministrativo, vanno da 150 a 400 euro per ogni elettrodomestico non ritirato.

Cosa fare nel caso in cui abbiamo un RAEE da gettare via e non vogliamo comprarne uno nuovo? I vecchi elettrodomestici devono essere portati presso il Centro di Raccolta Differenziata comune o comunque al centro più vicino, che provvederà al ritiro gratuito e al corretto smaltimento dello stesso.

smaltire-elettrodomestici_foto10

smaltire-elettrodomestici_foto11

Dal 22 luglio 2016 il nuovo decreto Uno contro Zero numero 121 del  31 maggio 2016, però,  ha introdotto delle modalità semplificate per lo svolgimento del ritiro gratuito da parte della Distribuzione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, per il deposito e per il trasporto di questi rifiuti. Previsto già dal D.Lgs 49/2014, l’Uno contro Zero viene applicato ai negozi che hanno una superficie di vendita di AEE di almeno 400 metri quadrati. Questi sono obbligati al ritiro gratuito, senza alcuna necessità di acquisto di apparecchiature equivalenti (come invece era indicato dall’Uno contro Uno), dei RAEE fino a 25 cm. Non vi è l’obbligo ma la possibilità di fare l’Uno contro Zero per i negozi che hanno una superficie  di vendita al di sotto dei 400 mq e per chi fa vendita online di apparecchiature elettroniche. Il decreto impone alla distribuzione interessata l’obbligo di informazione verso i cittadini in merito all’opportunità di lasciare in negozio gratuitamente i propri micro RAEE.
I distributori possono rifiutare il ritiro di un RAEE di piccolissime dimensioni nel caso in cui questo rappresenti un rischio per la salute e la sicurezza del personale per motivi di contaminazione o qualora il rifiuto in questione risulti in maniera evidente privo dei suoi componenti essenziali e se contenga rifiuti diversi dai RAEE.

smaltire-elettrodomestici_foto12

Sostituire i nostri vecchi elettrodomestici, non solo in caso di danni irreparabili, è una strada che dobbiamo percorrere se vogliamo risparmiare energia e migliorare le prestazioni energetiche della nostra casa.

smaltire-elettrodomestici_foto13

Come decorare con lo stencil la casa

Lo stencil è una bella e pratica tecnica per decorare da soli la vostra casa: si rivela perfetta per chi, anche senza dimestichezza col pennello, vuole cambiare o arricchire la propria casa con le forme o i motivi preferiti.

Lo stencil é una tecnica di pittura che con l’aiuto di mascherine, da comprare o realizzare, permette di decorare con vernici apposite le pareti di una casa.

Come decorare con lo stencil

Crea la casa vi suggerisce come si decora con lo stencil la casa e i materiali adatti.

Le mascherine

Le mascherine per lo stencil possono essere acquistate nei negozi di colori o in mercerie specializzate, su siti appositi, ma anche disegnate con l’aiuto di un cartamodello da scaricare e fotocopiare o con un vostro disegno.

Realizzarle è abbastanza semplice e vi permette di creare i soggetti che avete in mente, ricalcando su dei fogli di carta acetata (trasparente) un disegno già fatto da voi o fotocopiato. Una volta ricopiato il disegno, dovete ritagliare con un taglierino affilato le parti che verranno colorate, con la massima precisione . Per intagliare la carta acetata poggiate il foglio su un ripiano apposito, in modo da proteggere il tavolo e la lama. Fate a parte uno schema dei colori da usare per ogni pezzo di decorazione.

stencil-foto2

stencil-foto3

IL MATERIALE

  • nastro adesivo di carta
  • tavoletta
  • fogli di carta
  • taglierino
  • righello e un metro
  • gomma e una matita morbida
  • pennarello
  • pennello da stencil (tronchi, a punta piatta, con setole fitte, corte e compatte)
  • una spugna
  • colori per stencil (vanno scelti in base alla superficie)
  • carta assorbente
  • piattini di carta
  • solvente per colori

stencil-foto4

stencil-foto5

stencil-foto6

IL SUPPORTO

Prima di iniziare dobbiamo essere sicuri che la base sulla quale andiamo ad applicare lo stencil sia, se non altro, omogenea e pulita.

 Eliminiamo cioè le eventuali crepe presenti sulla parete proprio dove vogliamo realizzare la nostra decorazione, riempendole con un pochino di stucco (in commercio si trova facilmente già miscelato) e l’aiuto di una spatola; procediamo poi, dopo aver lasciato asciugare, con lisciare le zone ruvide con un po’ di carta vetrata a grana fine per eliminare il materiale in eccesso e per assicurare allo stencil la giusta aderenza ed avere un supporto per lo stencil che sia perfettamente liscio, compatto, senza grumi né scalfiture, il più uniforme possibile.  Infine, se  lo riteniamo necessario,  per eliminare differenze di colore sulla parete, possiamo applicare una mano di vernice fresca sul muro per omogeneizzare la superficie lasciandola asciugare per bene per almeno 24 ore.

IL PROCEDIMENTO

Un volta scelta la parete da decorare, dovete tracciare una linea lungo la superficie, misurarla e segnarne il punto mediano, in modo da calcolare quante volte potrete ripetere il motivo scelto ottenendo un risultato armonioso. Successivamente,  fissate alla parete la mascherina con il nastro adesivo di carta, preparate piccole quantità dei colori da usare e poi scegliete una fra le varie tecniche che vi descriviamo di seguito, o usatene più tipi insieme.

SUGGERIMENTO!  Ricordate sempre di rimuovere le mascherine solo quando il colore sarà asciutto!

  • STENCIL A PENNELLO

Per porzioni piccole, come ad esempio le greche o i motivi piccoli e ripetuti, andrà benissimo l’uso del pennello apposito. Versate un po’ di colore nel piattino di carta, inumidite appena il pennello da impugnare come una matita, utilizzando un pennello per ogni colore. Passatelo sulla carta assorbente per eliminare gli eccessi e iniziate a dipingere, dall’esterno all’interno, con pennellate decise e rapide, facendo ben attenzione agli angoli della mascherina.

  • STENCIL A SPUGNA O CON RULLO

La spugna è perfetta per porzioni più grandi da colorare, per un effetto più leggero e per chi ha poca dimestichezza coi pennelli. Imbevete la spugna con dell’acqua in un piattino e poi strizzatela, in modo che resti appena umida. Immergetela in una porzione di colore con un intero lato e stendetelo sulla mascherina, avendo cura dei bordi del disegno. In alternativa alla spugna, potrete usare un rullo intinto nel colore e poi passato sulla mascherina, per ottenere un effetto altrettanto omogeneo.

  • STENCIL CON COLORI A SPRUZZO

Questa modalità è perfetta se dovete riempire un disegno molto grande: dovete utilizzare bombolette non semplici da maneggiare, che richiedono la protezione di tutti gli spazi circostanti e non permettono di sfumare il colore. Inoltre, se utilizzate per gli interni, successivamente all’applicazione del colore, si dovrà areare bene i locali prima di soggiornare.

stencil-foto7

stencil-foto8

stencil-foto9

I TUTORIAL 

QUI DI SEGUITO ALCUNI TUTORIAL PER SEMPLIFICARTI LE IDEE 

https://youtu.be/S2P6lnJGaaE

LINK UTILI

http://www.stencil-store.it/

http://craft-italianstyle.com

http://www.ideepercreare.it/

Il cartongesso in casa: i suggerimenti di Crea la casa su come e dove utilizzarlo

I pannelli di cartongesso possono essere utilizzati in tantissimi modi, dal momento che si tratta di un materiale leggero: infatti, il cartongesso  è costituito da gesso posto tra fogli di cartone e pertanto risulta essere molto facilmente maneggiabile e reperibile sul mercato a prezzi davvero accessibili.

Il cartongesso,inoltre, possiede caratteristiche termoisolanti ed è in grado di garantire anche un certo isolamento acustico.

Il cartongesso in casa

E’ un materiale adattissimo quindi al “fai da te” perché si riescono a raggiungere ottimi risultati in poco tempo e con poca spesa ed ha diverse modalità di applicazione in svariati settori.

cartong_foto1bis

Crea la casa ti suggerisce alcune idee per il cartongesso in casa

Pannelli per realizzare contro soffittature: facilità di messa in opera.

cartong_foto2

Le contro soffittature di questo materiale sono le soluzioni di applicazione più diffuse e conosciute; l’uso del cartongesso è un ottimo espediente per ridimensionare le stanze quando, ad esempio, sono troppo alte, o può essere utile per agevolare il passaggio degli impianti sul soffitto senza toccare il solaio.

Il controsoffitto in cartongesso è altresì ideale per nascondere tutte le imperfezioni del soffitto, come travi emergenti dall’intonaco e piccole lesioni; perfetto anche per creare sul soffitto dei “giochi architettonici” fatti di diverse altezze ed incassi, ai soli fini estetici, per creare maggior movimento e per donare una personalità ad ogni ambiente;

Pannelli per realizzare pareti attrezzate e/o librerie: versatilità del materiale.

cartong_foto3

La maneggiabilità del cartongesso ci permette di creare infinite soluzioni architettoniche d’arredo, dai mobili alle cabine armadio, colonne, archi, mensole e librerie, per arrivare alle pareti attrezzate tutto con svariati disegni ed incassi per personalizzare gli arredi, consentendo di soddisfare le più svariate esigenze funzionali, di spazio e di gusto.

Una volta terminate le opere, l’effetto è proprio come se si fossero realizzati incassi all’interno della muratura preesistente, adattandosi quindi in maniera perfetta a qualsiasi spazio

Pannelli per realizzare contropareti isolanti: proprietà isolanti.

cartong_foto4

Utilizzare il cartongesso coibentato, oltre ad ottimizzare le caratteristiche proprie del cartongesso, aggiunge anche altri vantaggi sia dal punto di vista termico che da quello acustico ed anche di protezione dal fuoco.

Se si desidera ottenere isolamento termico e acustico, ad esempio, si può inserire, tra la parete in muratura ed il pannello in cartongesso, un materiale isolante come la lana di roccia, il polistirene espanso (erroneamente chiamato polistirolo) o il poliuretano espanso: in questo modo si otterrà una stratificazione altamente isolante, sia termicamente che acusticamente, ma allo stesso tempo leggero, che faccia traspirare i muri e quindi capace di tenere lontano il problema della condensa o altri problemi legati proprio alla mancanza di traspirazioni delle pareti.

Pannelli per realizzare tramezzature interne: velocità e praticità.

cartong_foto5

Le tramezzature interne nel materiale in questione vengono utilizzate per la velocità della posa in opera (su pavimento già esistente per esempio) e per facilitare il passaggio dei cavi degli impianti all’interno dei profili metallici di sostegno dei pannelli, creando facilmente nuovi punti luci e prese laddove sono necessarie con un’assoluta praticità; ciò consente di operare senza polveri e detriti e, soprattutto, senza dover ricorrere all’utilizzo di fastidiosi e rumorosissimi martelli demolitori.

Link utili

http://www.vaccaroprofili.it/
http://www.linoleumworld.com/

Per info e consulenze sull’argomento, per conoscere chi sono gli esperti del settore

contattaci agli indirizzi:

info@crealacasa.it

manutenzione_fdt@crealacasa.it

Sostituire il vecchio pavimento di casa: Ecco come fare da soli!

Sostituire il vecchio pavimento di casa é molto più facile di quanto crediate. Spesso si ha il desiderio di cambiare l’aspetto della propria casa perché risulta essere vecchio o semplicemente perché si vuole modificare qualcosa: partire proprio dal sostituire il vecchio pavimento di casa può essere una buona idea.

Basta avere le idee chiare e conoscere i trucchi giusti per procedere da soli, con i suggerimenti di Crea la casa: i vantaggi sono, ovviamente, un grande risparmio di tempo, denaro e disagi che invece porterebbe la demolizione del pavimento.

Se il vecchio pavimento di casa non presenta avvallamenti,  allora si possono posare le nuove mattonelle sovrapponendole alle vecchie; è bene ricordare che il nuovo materiale deve essere applicato su una superficie liscia e pulita, senza buchi o crepe e con il pavimento preesistente incollato perfettamente.

In commercio esistono anche mattonelle in gres di spessore molto sottile: con queste ultime non sarete costretti neanche a modificare le porte che avete in casa, tantomeno i balconi. Infine, sostituire il vecchio pavimento di casa è una soluzione utile anche quando si prende in fitto una casa, se ne vuole modificare l’aspetto ma non si vuole affrontare la spesa della sostituzione del pavimento, che può risultare onerosa!

Sostituire il vecchio pavimento di casa: Crea la casa vi dice come si fa!

  1. PREPARAZIONE

Prima di iniziare bisogna assicurarsi che il vecchio pavimento esistente sia pulito: ci vuole un pochino di pazienza ed attenzione per rimuovere da ogni parte polvere ed unto, sia dalle mattonelle che dalle fughe.

Dopo questo primo passo, anche se siamo sicuri che la nostra base non presenti avvallamenti, é necessario comunque gettarvi sopra un cemento autolivellante per fare in modo che la superficie risulti perfettamente uniforme e livellata. Importante é rispettare i tempi di asciugatura del cemento: non abbiate fretta quindi, ma aspettate almeno 24ore, stando attenti intanto a non camminarci sopra.

Sostituire il vecchio pavimento di casa

  1. MESSA IN POSA

Livellata la superficie si può procedere: si deve stendere la malta cementizia (che sará il “letto” delle nostre nuove mattonelle) e stenderla con l’aiuto di una spatola dentata: a questo punto, si possono posare le mattonelle che avete scelto, partendo dal punto in cui volete che la mattonella sia intera.  Tra le mattonelle si dovranno inserire i distanziatori, che vi aiuteranno a mantenere la stessa distanza tra le varie mattonelle.

foto_02

Tenete presente che i distanziatori possono essere di diverse misure a seconda della dimensione della fuga che piú si adatta allo stile della vostra casa ed al tipo di mattonelle che avete scelto: se volete dare un’immagine piú rustica agli ambienti, ideali sono mattonelle con bordi non regolari con fughe larghe, come ad esempio il cotto, i cui spessori però sono maggiori; se invece volete uno stile più elegante, optate per mattonelle in gres (maggiori sono le dimensioni delle lastre più avrete una superficie omogenea) dai bordi netti e regolari con fughe piccole e definite.

foto 4

Ovviamente, prima di posizionare le mattonelle che avete scelto, dovete anche aver deciso come montarle: se parallelamente alle pareti (soluzione ideale quando l’appartamento ha muri regolari e perpendicolari tra di loro) oppure se a “cardamone” e cioé a 45 gradi rispetto alle pareti.

  1. RIFINITURA

Come ultimo passo si devono stuccare le fughe con apposito cemento che può essere bianco, grigio o del colore della vostra mattonella.  Dopo altre 24 ore, il pavimento sará calpestabile e potrete ora pulire le vostre nuove mattonelle da residui di cemento caduti sulla superficie.

LA SCELTA DEI MATERIALI

Quale tipo di pavimento scegliere per avere spessori sottili?

Molte ditte oggi realizzano piastrelle in ceramica, anche di dimensioni notevoli ma di spessore minimo, tali da poter essere sovrapposte al pavimento preesistente senza problemi.

  1. Un esempio è Ariostea che propone pavimenti sottili, effetto legno o pietra, con spessore minimo di 4,7 mm, che vengono posati tramite una colla sul rivestimento esistente; anche Ceramiche Refin propone Skin, un grès porcellanato sottile di 4,8 mm, che ha le caratteristiche tecniche e di resistenza richieste al gres porcellanato.IMG_0748
  2. Alternativa al pavimento in gres può essere la kerlite: un prodotto innovativo di ottima qualità, con spessore 3 mm per lastre intere anche di 300×100 cm, in quanto viene realizzato rafforzando la parte inferiore delle lastre con una stuoia in fibra di vetro; questo garantisce un’ottima resistenza al calpestio, facilita la presa delle lastre al collante di fondo senza incidere sullo spessore.
  3. Infine, un’altra soluzione innovativa per eliminare le “fastidiose” fughe tra le mattonelle, é la resina che viene stesa o colata sopra il pavimento esistente con lo spessore desiderato e può essere di tantissimi tipi, lucida o opaca e in uniforme o spatolata.IMG_0751 IMG_0752Questa soluzione appare  molto pratica e igienica, ed è anche visivamente d’impatto la superficie unica perché senza divisioni, contribuendo ad allargare gli ambienti e renderli più luminosi. L’unico difetto è che col tempo questo materiale tende a graffiarsi e, se la casa ha degli assestamenti, potrebbe fessurarsi. E’ bene assicurarsi che venga posata su un pavimento preesistente solido e fermo.

LINK UTILI

http://www.ariostea.it

https://www.refin.it

http://www.kerlite.it

https://www.facebook.com/Resine-dautore-817831364982940/