pacciamatura

La pacciamatura in giardino: ecco perché farla

La pacciamatura per definizione è uno strato di detriti vegetali e altri materiali che si accumulano sul terreno. Questi resti vengono solitamente sminuzzati e non creano mai uno strato compatto.

Sebbene si possa pensare che la pacciamatura risponda a una tecnica di giardinaggio, la verità è che tutto ciò che fa è ricreare le condizioni che si verificano in natura. Uno strato vegetale non compatto creato dalla natura stessa che non solo funge da fertilizzante ma fondamentalmente da protezione. Sia nel giardinaggio che nell’agricoltura, la mano umana ricrea ciò che la natura fa da sola. Per essere rigorosi l’ideale sarebbe fare la pacciamatura come parte integrante della cura del giardino. Perché, lungi dall’essere un compito che possiamo ignorare, metterlo in pratica ha solo benefici per le piante.

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Cos’è il pacciame

Nella sua forma più semplice, il pacciame è qualsiasi materiale che copre la superficie del suolo. In natura, si tratta semplicemente di foglie cadute e detriti vegetali. Nel giardino, il pacciame può anche includere composti, trucioli di legno, letame, cartone o persino alghe. È solo di recente che si è imparato ad apprezzare i vantaggi sostenibili ed ecologici del pacciame. Se eseguita correttamente, la pacciamatura alimenta i microrganismi viventi del suolo con sostanze nutritive e i rifiuti di questi minuscoli microbi creano una struttura più sana per le piante.

Il pacciame organico si decomporrà e dovrà essere sostituito, ma nel processo migliorerà anche la struttura del terreno e il suo contenuto organico. Il pacciame più secco e legnoso si decomporrà più lentamente e fornirà meno nutrienti al terreno. Il composto è in gran parte costituito da elementi vegetali, pertanto, quando prosegue con il suo processo naturale, diventa un humus perfetto per fertilizzare il terreno: un contributo di materia organica che dunque non può che essere positivo per il terreno.

Vale però la pena conoscere l’origine del pacciame, poiché può contenere semi di piante infestanti o sostanze chimiche vitali che possono contaminare le piante. Tra i tipi di pacciamatura organica vi sono corteccia, sminuzzata o scheggiata; aghi di pino; ritagli di erba; paglia e fieno, ma anche semplici foglie.

Invece i tipi di pacciame sintetico e inorganico non aggiungono sostanze nutritive al terreno, ma non si decompongono rapidamente né richiedono la sostituzione con la stessa frequenza dei pacciami organici. Tra i sintetici vi sono i teli per la pacciamatura che ricreano l’effetto paesaggio e poi anche la pietra e la ghiaia. I film plastici rimangono antiestetici, ma tessuti, juta o altri materiali tessili sono migliori e hanno anche l’utilità di trattenere efficacemente il suolo di pendii ripidi o le rive di un suolo idrico. La scelta dell’uno o dell’altro pacciame dipenderà, in generale, da determinate condizioni meteorologiche e dal luogo in cui sono esposte le piante.

Vantaggi del pacciame

Il motivo più comune per la pacciamatura è proteggere le radici dalle intemperie, ma non solo dal freddo. La presenza di questo strato di imbottitura alla base delle piante favorisce il mantenimento di una temperatura costante nel terreno. Ecco perché non è interessante solo utilizzarlo per salvaguardare le radici dalle basse temperature. Inoltre, durante i mesi estivi può essere fondamentale evitare l’evaporazione del terreno. La presenza di questo strato di materia organica o inorganica impedisce l’esposizione al sole del substrato. Inoltre il pacciame previene la formazione di croste sulla superficie del suolo e impedisce anche la proliferazione di erbacce indesiderate.

L’acqua, poi, invece di scorrere via, si muove più facilmente in un terreno coperto da tale composto.

La pacciamatura migliora anche la struttura dei terreni argillosi, la capacità di trattenere l’umidità dei terreni sabbiosi e, senza dimenticare l’aspetto estetico, rende i giardini vivaci e attraenti, conferendo un aspetto uniforme al design del giardino. Inoltre i materiali utilizzati fungono da rifugio per insetti utili.

Sia il sole che la pioggia, il vento o il freddo hanno un impatto sul terreno, lo compattano, lo erodono e addirittura trascinano i nutrienti che può contenere. La presenza dello strato di pacciamatura impedisce, appunto, che ciò possa accadere. La decomposizione della pacciamatura organica poi migliora anche l’attività dei microrganismi che popolano il substrato.

Lungi dall’essere una minaccia, questi microbi rendono il suolo più ricco di minerali. La pacciamatura perfetta avviene con detriti asciutti sparsi su un massimo di due centimetri. Occorre però fare attenzione che i resti non siano troppo freschi o densi, perché potrebbero apparire muffe dannose.

È possibile applicare questa tecnica ovunque: nell’orto, nel frutteto, ai piedi di giovani siepi e giovani alberi o arbusti, in piante perenni e annuali. Inoltre si possono anche pacciamare le piante presenti in vasi e fioriere.

La pacciamatura aiuta a ridurre lo stress provato dalle piante. Agisce in modo preventivo per evitare qualsiasi disturbo della crescita oppure della sensibilità agli attacchi parassitari. Occorre tuttavia ricordarsi di innaffiare prima e dopo aver sistemato il pacciame sul terreno.

 

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