Gestire la casa dopo la separazione: vendita e gestione del mutuo

Purtroppo, in caso di separazione di una coppia, è necessario affrontare anche questioni legate alla casa coniugale. Risulta molto importante conoscere tutte le soluzioni possibili, per affrontare al meglio la vendita della casa coniugale, un eventuale gestione del mutuo esistente o un’ipoteca. 

Per questo, Crea la casa affronta oggi il delicato argomento, per aiutare i suoi lettori anche in momenti difficili.

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Vediamo come gestire la casa dopo la separazione.

Quando un immobile risulta cointestato per metà ad entrambi i coniugi, affinché uno dei due possa diventarne proprietario esclusivo dovrà acquistare anche la quota parte di proprietà dell’altro.

Nel caso in cui l’acquisto di un immobile sia avvenuto tramite mutuo, alla data di estinzione di tutte le rate dovrà essere fatta una valutazione complessiva dell’immobile, che nel frattempo potrebbe essersi svalutato o rivalutato. La valutazione è importante perché in base ad essa il coniuge che vive nella casa coniugale dovrà conteggiare sia le rate di mutuo già pagate dall’altro e rimborsarle, sia la metà dell’eventuale maggior valore che l’immobile dovesse aver acquisito nel tempo e che i comproprietari otterrebbero ove decidessero di venderlo a terzi.

L’acquisto della casa coniugale, se avviene nell’ambito degli atti di separazione e divorzio, gode di agevolazioni. Le parti, ad esempio, possono impegnarsi con una promessa risultante dall’accordo di separazione e divorzio a compiere un atto di trasferimento immobiliare in un momento successivo.

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Tale atto di trasferimento può essere a titolo oneroso e quindi prevedere il pagamento di un corrispettivo, oppure a titolo gratuito. L’impegno così assunto avrà per la legge valore di contratto preliminare.

Il contratto definitivo gode di un regime fiscale agevolato, in quanto è esente da ogni tassa, imposta di bollo, di registro e ipocatastale. E’ necessario però che l’accordo abbia precise caratteristiche e contenga:

  • la dicitura che con esso i coniugi intendono regolare i loro rapporti economici, definendo in questo modo le reciproche ragioni di dare e avere;
  • la promessa di uno a vendere e dall’altro l’obbligo ad acquistare;
  • l’ indicazione di dati catastali e l’atto di provenienza del bene immobile.

Altra soluzione risiede, purtroppo, nella vendita del cespite immobiliare e nella conseguente estinzione del mutuo, ma un simile percorso comporta la perdita della casa e – specialmente in presenza di figli minori – può creare notevoli disagi specie a costoro.

 

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