TARI gli obblighi e le detrazioni

Tari è l’acronimo di TAssa RIfiuti, e rappresenta una imposta comunale che sostituisce la vecchia Tares: essa deve essere pagata da chiunque occupa o detiene a qualsiasi titolo un immobile suscettibile di produrre rifiuti e, di conseguenza prevede che la somma da versare al Comune sia dovuta dagli inquilini, indipendentemente se proprietari o affittuari.

Per l’applicazione della Tari si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti.

TARI obblighi

Cosa è la Tari ?

La TARI, come in precedenza la TARES, si compone di una parte fissa ed una variabile, oltre il tributo provinciale da dover conteggiare.

La parte fissa è determinata considerando le componenti del costo del servizio di igiene urbana ; la parte variabile copre i costi del servizio rifiuti integrato,ed è rapportata alla quantità di rifiuti presumibilmente prodotti dal componente o dai componenti del nucleo familiare.

DICHIARAZIONE

La dichiarazione di inizio, di variazione o di cessazione del possesso, della occupazione o della detenzione dei locali deve essere presentata dal contribuente entro il termine del 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si è verificato l’evento.

La dichiarazione deve essere compilata e sottoscritta – anche da uno solo degli occupanti, detentori o possessori, nel caso di occupazione, detenzione o possesso in comune di un immobile – utilizzando l’apposito modello messo a disposizione dal proprio Comune, ed ha effetto anche per gli anni successivi finché non si verifichi una modifica dei dati dichiarati cui consegua un diverso ammontare della tassa.

COME SI COMPONE

La Tari è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare coincidente con un’autonoma obbligazione tributaria.

Comuni potranno decidere di applicare la Tari commisurando le tariffe o ai criteri determinati con il D.P.R. 158/1999 o, nel rispetto del principio chi inquina paga, alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonchè al costo del servizio dei rifiuti.

QUANDO SI PAGA

Il Comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tari prevedendo più rate e in modo differenziato rispetto alla Tasi.

È consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. E’ possibile pagare la tassa tramite modello F24, bollettino di conto corrente postaleservizi elettronici di incasso e interbancari.

I CODICI DI TRIBUTO

I codici tributo per il versamento della TARI con il modello F24EP, le risoluzioni emanate dall’Agenzia delle entrate e qualsiasi altra informazione a riguardo, si trovano su www.riscotel.it

QUANDO CHIEDERE L’ESENZIONE

Si può chiedere al proprio Comune di appartenenza l’esenzione dal pagamento della Tari è possibile richiedere l’esenzione dal versamento della tassa rifiuti in caso di aree condominiali comuni e non utilizzate in via esclusiva (come ad esempio l’androne e le scale di un palazzo), aree non suscettibili di produrre rifiuti in modo autonomo, come le cantine, le terrazze e i balconi, aree pertinenziali scoperte o accessorie di locali già soggetti a tributo.

  1. B. Nel caso poi di un immobile rimasto disabitato, la Tari può non essere pagata, ma solo se per quell’immobile che non è stato occupato nell’anno di riferimento, sono state staccate le utenze di luce e acqua e non risulta arredato.

I singoli Comuni possono decidere ulteriori riduzioni, in caso di:

  • abitazioni con un unico occupante;
  • locali adibiti ad uso stagionale e discontinuo;
  • abitazioni occupate da cittadini che risiedono per più di sei mesi all’anno all’estero e per i fabbricati rurali ad uso abitativo.

Ulteriori sconti sulla TARI  sono previsti anche da alcuni Comuni a favore dei cittadini che smaltiscono una parte dei rifiuti in proprio o che abbiano realizzato sistemi di compostaggio domestico.

 

La nuda proprietà cosa è e quali vantaggi può offrire

La ripresa del mercato immobiliare, con il conseguente ritorno all’investimento immobiliare, sono aumentate le transazioni che riguardano la nuda proprietà.

Infatti, se non sussiste l’urgenza di una necessità abitativa, la nuda proprietà garantisce un buon margine di sconto sul valore di mercato, ed è perfino possibile godere delle agevolazioni prima casa anche per questo tipo di acquisto, purché non si possiedano altri immobili e si risieda nello stesso comune dell’immobile.

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Oggi Crea la casa vi spiega che cos’è e quali vantaggi può offrire l’acquisto di una nuda proprietà.

La nuda proprietà è il valore di un immobile decurtato dell’usufrutto:

  • chi vende la nuda proprietà dell’immobile si riserva il diritto di abitare e godere l’immobile per tutta la vita;
  • chi acquista la nuda proprietà lo fa ad un prezzo agevolato, in base a l’età dell’usufruttuario.

Il venditore di una nuda proprietà potrebbe essere una coppia di anziani, senza eredi, che alla scomparsa vedrebbero il loro immobile incamerato dallo Stato: in questo modo, invece, potrebbero ricavare i mezzi finanziari per vivere serenamente senza rinunciare ad abitare la loro casa.

L’acquirente di una nuda proprietà potrebbe essere un genitore che intende investire per assicurare ad un figlio un tetto sulla testa in età adulta; potrebbe anche essere un investitore che, invece di aumentare i redditi derivanti da un eventuale locazione – con tutti gli oneri pratici che ne conseguono – sottoscrive questo investimento.

Il prezzo di vendita si calcola partendo da una perizia del valore del mercato dell’immobile: ad esso si applica un coefficiente secondo l’età dell’usufruttuario della casa.

Questi coefficienti sono redatti periodicamente dal Ministero delle Finanze e sono basati sulle aspettative di vita statistica in Italia e sul tasso di interesse legale in vigore.

Oltre alla riduzione delle tasse in fase d’acquisto, in base all’età del o dei venditori, è possibile, se si possiedono i requisiti necessari, usufruire dell’agevolazione “prima casa” che consente una riduzione della Tassa di Registro dal 9 % al 2 % ed il pagamento delle Imposta Ipotecaria e Catastale in misura fissa (attualmente di € 50,00 cadauna)

Il venditore godendo pienamente del bene venduto e quindi ha a suo carico,  secondo Legge, tutti gli oneri fiscali connessi all’immobile e più precisamente:

  • Imu
  • Irpef

Le spese di manutenzione ordinaria dell’abitazione sono a carico dell’usufruttuario, che è anche tenuto  mantenere l’immobile in buono stato, senza danneggiarlo o modificarlo all’insaputa del nudo proprietario.

L’Irpef sulla rendita catastale dell’immobile e l’Ici (cioè l’imposta comunale sugli immobili) devono essere pagate dall’usufruttuario.

Le spese straordinarie sono a carico del nudo proprietario, benché l’usufruttuario dovrà corrispondere al proprietario, durante l’usufrutto, l’interesse legale nella misura del 5 per cento delle spese sostenute dal proprietario per effettuare le riparazioni straordinarie.


Per quanto riguarda la partecipazione a deliberazioni concernenti le riparazioni relative ad un edificio in condominio, il relativo diritto di voto spetta:

– all’usufruttuario nel caso di riparazioni attinenti all’ordinaria manutenzione;

– al nudo proprietario nel caso di opere di innovazione, ricostruzione o straordinaria manutenzione (art. 67 disp.att.c.c.) (Cass. 90/10611).

 

Cambiare residenza: adempimenti per il trasferimento

L’iter burocratico per il cambio di residenza in un nuovo comune comporta numerosi aggiornamenti, ma non è complicato come sembra: Crea la casa ti dice come fare.

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Per effettuare ufficialmente il cambio di residenza, sono necessarie tutta una serie di procedure burocratiche:  l’iter burocratico è meno complesso di quel che sembra, anche perché ormai molti passi possono essere eseguiti comodamente online, ma i passaggi, gli enti da informare e i documenti da aggiornare sono veramente tanti.

  1. Inoltrare la richiesta di cambio di residenza all’anagrafe del comune nel quale si trova la vostra nuova abitazione, entro e non oltre i 20 giorni dal trasferimento. Questa domanda va presentata dal cittadino maggiorenne, accompagnata da un documento di riconoscimento e dal modulo di richiesta compilato, presso il nuovo comune, oppure più comodamente online. Tale dichiarazione dovrà essere integrata con i dati identificativi dell’immobile e di tutte le persone interessate dal cambio di residenza e inviata via mail, via fax o tramite raccomandata al nuovo comune di appartenenza.
  2. Il comune, registrata la richiesta del cittadino, darà mandato ai vigili urbani di accertare che siano presenti i requisiti necessari al cambio e che questo sia realmente avvenuto: il controllo avverà entro 45 giorni dalla data di registrazione dell’istanza inoltrata dal cittadino, termine dopo del quale il cambio di residenza verrà considerato effettuato con successo.cambioresid_2

Contestualmente, è necessario aggiornare altri adempimenti: Crea la casa vi propone una lista dettagliata, in modo da non dimenticare nulla.

Patente di guida e libretto di circolazione di tutti i veicoli: per quanto riguarda i tagliandi di circolazione, essi sono inviati al nuovo residente direttamente dalla motorizzazione civile per posta, previa richiesta. Fino a quel momento sarà necessario circolare con un foglio sostitutivo consegnato al cittadino al momento della comunicazione. Per il certificato di proprietà non è necessario l’aggiornamento, che può comunque essere fatto a pagamento.

Assicurazione sui veicoli: la compagnia assicurativa alla quale ci si appoggia per i propri veicoli va contattata per procedere all’aggiornamento.

Canone Rai: per il Canone, che da quest’anno si appoggia alla bolletta elettrica, il cittadino dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate il cambio di residenza entro 20 giorni dal trasferimento, indicando unicamente il numero del Canone tv.

Bollette utenze: per ciò che concerne le bollette occorre distinguere due casi: se la nuova abitazione è priva di allacciamenti, bisognerà richiedere direttamente al distributore un nuovo contratto di fornitura; se, invece, gli allacciamenti sono già in funzione, si dovrà procedere solo con le volture dei contratti intestati al precedente proprietario di casa.

Tassa sui Rifiuti (TARI) e IMU : la prima è a carico di chiunque possieda un immobile di proprietà, e sarà necessario compilare un modello specifico da consegnare all’ufficio di competenze del nuovo comune, secondo un termine variabile. Qualora il contribuente fosse in possesso di fabbricati, assoggettati all’IMU o usufruttuari, egli è tenuto a comunicare, all’anagrafe del comune in cui è collocato l’immobile, del cambio di residenza, per procedere all’aggiornamento.

Banca: necessario comunicare alla propria filiale la variazione o fare il passaggio a quella del nuovo comune di residenza, qualora ne sia presente una.

Tessera elettorale: l’aggiornamento avviene automaticamente, anche se non coincidente con le tempistiche del cambio di residenza per motivi burocratici.

Agenzia delle Entrate e/o INPS: la prima sarà da contattare per confermare il cambio di residenza se si possiedono immobili, terreni, fabbricati o se si è in possesso di partita IVA, passo necessario per la dichiarazione dei redditi, tassazioni e agevolazioni. Se si percepisce una pensione, disoccupazione o ANF sarà invece necessario contattare l’INPS.

Passaporto e Carta di Identità:  non vanno aggiornati obbligatoriamente, Ma va comunicato il cambio di residenza ogni volta che vengono esibiti.

Il cambio di residenza non comporta, per i vari adempimenti, tempi di attesa: nel momento in cui l’anagrafe comunale accetta l’istanza di trasferimento del cittadino, la nuova residenza si considera accettata a tutti gli effetti.

Gestire la casa dopo la separazione: vendita e gestione del mutuo

Purtroppo, in caso di separazione di una coppia, è necessario affrontare anche questioni legate alla casa coniugale. Risulta molto importante conoscere tutte le soluzioni possibili, per affrontare al meglio la vendita della casa coniugale, un eventuale gestione del mutuo esistente o un’ipoteca. 

Per questo, Crea la casa affronta oggi il delicato argomento, per aiutare i suoi lettori anche in momenti difficili.

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Vediamo come gestire la casa dopo la separazione.

Quando un immobile risulta cointestato per metà ad entrambi i coniugi, affinché uno dei due possa diventarne proprietario esclusivo dovrà acquistare anche la quota parte di proprietà dell’altro.

Nel caso in cui l’acquisto di un immobile sia avvenuto tramite mutuo, alla data di estinzione di tutte le rate dovrà essere fatta una valutazione complessiva dell’immobile, che nel frattempo potrebbe essersi svalutato o rivalutato. La valutazione è importante perché in base ad essa il coniuge che vive nella casa coniugale dovrà conteggiare sia le rate di mutuo già pagate dall’altro e rimborsarle, sia la metà dell’eventuale maggior valore che l’immobile dovesse aver acquisito nel tempo e che i comproprietari otterrebbero ove decidessero di venderlo a terzi.

L’acquisto della casa coniugale, se avviene nell’ambito degli atti di separazione e divorzio, gode di agevolazioni. Le parti, ad esempio, possono impegnarsi con una promessa risultante dall’accordo di separazione e divorzio a compiere un atto di trasferimento immobiliare in un momento successivo.

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Tale atto di trasferimento può essere a titolo oneroso e quindi prevedere il pagamento di un corrispettivo, oppure a titolo gratuito. L’impegno così assunto avrà per la legge valore di contratto preliminare.

Il contratto definitivo gode di un regime fiscale agevolato, in quanto è esente da ogni tassa, imposta di bollo, di registro e ipocatastale. E’ necessario però che l’accordo abbia precise caratteristiche e contenga:

  • la dicitura che con esso i coniugi intendono regolare i loro rapporti economici, definendo in questo modo le reciproche ragioni di dare e avere;
  • la promessa di uno a vendere e dall’altro l’obbligo ad acquistare;
  • l’ indicazione di dati catastali e l’atto di provenienza del bene immobile.

Altra soluzione risiede, purtroppo, nella vendita del cespite immobiliare e nella conseguente estinzione del mutuo, ma un simile percorso comporta la perdita della casa e – specialmente in presenza di figli minori – può creare notevoli disagi specie a costoro.

 

Rinegoziare il canone di affitto:Crea la casa ti spiega come

Da un lato la crisi che non accenna a diminuire, dall’altro le tasse sugli immobili che aumentano: chi possiede una seconda abitazione corre ai ripari mettendola sul mercato delle locazioni, crisi e l’incremento della tassazione sugli immobili, possedere una casa vuota diventa un lusso che pochi possono ormai permettersi. Di conseguenza, i canoni di locazione si stanno abbassando e le richieste di rinegoziazione aumentano in proporzione, anche in caso di contratti preesistenti: è difficile che il proprietario non accetti la richiesta, sempre che si tratti di richiesta non esosa, di un conduttore corretto.

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Come occorre procedere per rinegoziare un canone d’affitto? E di quanto lo si può “abbassare”?

– A quanto ammonta la diminuzione

Una richiesta di riduzione accettabile da parte dell’inquilino è oggi intorno al 15%: a un proprietario conviene prendere in considerazione la proposta, in presenza di un conduttore che in passato si sia sempre dimostrato puntuale.

– Modifica scritta del contratto

Quando le parti sono d’accordo entrambe alla rinegoziazione del canone, temporalmente limitata o meno, il consiglio è quello di redarre una scrittura privata, nella quale siano necessariamente citate le parti contraenti, sia identificato il contratto di locazione che si intende modificare con gli estremi di registrazione dello stesso, i dati dell’ immobile a cui ci si riferisce e la nuova entità del canone, con relativa durata della riduzione convenuta.

Si consiglia anche di inserire nell’atto che nessun’altra pattuizione viene variata rispetto al contratto originario e che c’è la possibilità di una aggiornabilità dei canoni di locazione futuri.

Questo atto deve essere stilato per iscritto e in doppia copia.

– La registrazione

E’ possibile provvedere alla sua registrazione presso l’Agenzia delle Entrate dove è stato registrato il contratto originario nel più breve tempo possibile .Per renderlo sicuramente opponibile al fisco e dare data certa, fino all’entrata in vigore del decreto “Sblocca Italia”, si doveva versare l’imposta fissa di 67,00 euro attraverso il modello F23 con codice tributo 109T, mentre con l’entrata in vigore del decreto-legge n. 133 del 12/9/2014  questa imposta è stata abolita.

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– La documentazione

Per poter registrare l’atto di diminuzione del canone di locazione, bisogna consegnare all’Agenzia delle Entrate, unitamente alle copie dell’atto precitato, anche il modello 69; si ricordi che, purtroppo, per ora questi atti non possono essere registrati telematicamente, anche per i possessori di più di nove unità immobiliari (che come ricordiamo hanno l’obbligo di registrare in forma telematica i nuovi contratti di locazione ed eseguire con lo stesso metodo gli adempimenti successivi).

 

Le novità di Crea la casa per chi affitta: quando la casa non è a norma, il conduttore è legittimato a non pagare.

Con la sentenza n. 8637/2016, la Corte di Cassazione, terza sezione civile, ha stabilito che la scoperta, successiva alla stipulazione del contratto di locazione, di vizi non riconoscibili che rendono l’abitazione pericolosa e non a norma, rendendone impossibile il godimento, legittima il conduttore a non pagare i canoni di locazione.

la casa non è a norma il conduttore è legittimato a non pagare

Per questo motivo, prima di stipulare un contratto di locazione, è bene conoscere lo stato di salute degli impianti, a cominciare da quello elettrico e verificare se sia tutto a norma.

Meglio non correre rischi e accertarsi fin da subito che tutto sia a norma, sicuro e affidabile.

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Basta consultare, quindi, il decreto ministeriale 37/2008: qui è specificato come gli impianti, realizzati dopo il 27 marzo 2008, debbano essere dotati della “Certificazione di conformità”, un documento rilasciato dalla ditta installatrice, che prova come l’impianto sia stato costruito rispettando le normative vigenti.

La certificazione riguarda numerose tipologie di sistemi: elettrici, protezione dalle scariche atmosferiche, automazione di porte e cancelli, radiotelevisivi, riscaldamento, condizionamento e climatizzazione, idrosanitari, gas, sollevamento e protezione antincendio.

Nel documento sono contenuti i dati del responsabile tecnico dell’impresa, del proprietario dell’immobile e i materiali impiegati.

GLOSSARIO

  • Attestazione di prestazione energetica (Ape):

è una sorta di “carta d’identità energetica” dell’immobile;

  • Indice di prestazione energetica (Ipe) .

rivela quanto consuma l’appartamento.

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E’ bene chiarire che ancora in qualche caso ci si confonde tra la normativa inerente la Prestazione Energetica degli edifici e la Certificazione degli Impianti.

La Attestazione di Prestazione Energetica consente di conoscere la qualità dell’immobile e la spesa che si dovrà sostenere per la sua gestione energetica. L’efficienza energetica della casa, nei suoi consumi, può contribuire a preservare l’ambiente e realizzare, nel contempo, un notevole risparmio.

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Altra cosa è la Sicurezza sugli Impianti: il  DM 37/2008 ha sostituito tutte le norme fondamentali sulla sicurezza impianti, la quasi totalità della legge 46/90, il suo regolamento d’attuazione (DPR 447/91) e le regole sugli impianti contenute nel Testo unico dell’Edilizia (DPR 380/01).
Ha riguardato tutti i tipi di impianto (elettrico, idrico, riscaldamento, gas, radiotelevisivo, climatizzazione ed altri) e tra le novità più importanti ha reso obbligatoria la consegna della Dichiarazione di Conformità dell’ impianto per l’allaccio di energia elettrica, gas e acqua  (obbligatoria dal 2004 solo per il metano con delibera AEEG- Autority Energia Elettrica e Gas) ed ha consentito, per i vecchi impianti, di sostituire la Dichiarazione di Conformità con un Certificato di Rispondenza (DIRI) redatto da tecnico qualificato.
Ma all’art. 13 (poi abrogato con DL 112/2008) il decreto aveva previsto l’obbligo di prestare garanzia e di allegare la Certificazione degli impianti sugli atti di trasferimento  (soprattutto compravendita) e  Locazione immobiliare.

Quindi,  come comportarsi in caso locazione di un immobile, anche in relazione alle garanzie da prestare?

Bisogna considerare che la locazione, a differenza della vendita, si presenta come un contratto a prestazioni corrispettive tra le quali c’è anche la garanzia sull’utilizzabilità del bene (art. 1575 c.c.).

Quindi anche se non allegati, i documenti debbono esistere, precisando che la rispondenza degli impianti va attestata con riferimento alle norme vigenti all’epoca della loro realizzazione o modifica.
Resta in piedi la disciplina che impone la conformità degli impianti nuovi o oggetto di ristrutturazione.

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Lo stesso Decreto 37/08, all’art. 8, recita che il proprietario deve adottare tutte le misure idonee a conservare le caratteristiche di sicurezza dei propri impianti.

In definitiva, se esiste la Certificazione, è bene consegnarla al momento della stipula del  Contratto (Dichiarazione di Conformità, libretto  d’uso e manutenzione riscaldamento). Se non c’è, è possibile sostituirla con DI.RI (Dichiarazione Rispondenza).

In alternativa, le parti,  possono accordarsi liberamente (contratti a canone libero) con apposita clausola evidenziando che l’immobile non è a norma o privo di Certificazione e, di conseguenza, su chi graveranno i relativi costi di adeguamento (in assenza di pattuizioni, come detto, entra in gioco art 1575 c.c.).

 

Acquistare casa con le aste immobiliari Crea la casa ti dice come

Le aste immobiliari possono diventare l’asso nella manica per chi vuole acquistare casa e, al tempo stesso, vorrebbe realizzare il proprio sogno di casa a condizioni economiche vantaggiosissime.

Come funzionano le aste immobiliari?

Quali opportunità può riservare partecipare alle aste immobiliari a chi vuole acquistare casa?

Acquistare casa con le aste immobiliari

L’asta immobiliare è una attività processuale che si tiene nell’ufficio aste giudiziarie dei tribunali o nelle sedi delle associazioni notarili: attraverso di essa è possibile procedere all’acquisto di immobili derivanti da fallimenti o da pignoramenti, oppure di beni appartenenti allo Stato e agli enti pubblici.

Il prezzo di partenza di questi immobili è stabilito a seguito di perizia tecnica effettuata da un perito incaricato dal tribunale: esso non è fisso, ma diminuisce ogni volta che l’asta va deserta. Infatti, il creditore procedente, al fine di rendere  più appetibile l’acquisto di conseguenza,  chiederà  di fissare nuovamente la cifra per una data successiva, chiedendo contestualmente la diminuzione del prezzo base dell’asta.

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Il procedimento ha inizio con l’emanazione da parte del tribunale di un’ordinanza di vendita nel quale si indicano:

  • le modalità dell’asta (con incanto o senza incanto),
  • i termini e le modalità di presentazione dell’offerta,
  • la data dell’udienza ,
  • il termine per il saldo finale.

Può partecipare chiunque, escluso il proprietario dell’immobile che va all’asta.

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Gli avvisi delle vendite sono pubblicizzati sui giornali e sui siti internet dei tribunali competenti;  per avere informazioni a riguardo è possibile anche rivolgersi direttamente all’associazione notarile della propria provincia.

Visionare l’immobile

Avere la piantina dell’immobile è semplice, visitarlo è un po’ più difficile. Per avere idea dell’immobile in vendita,  allegati all’avviso di vendita sono disponibili anche le perizie effettuate da un tecnico incaricato dal tribunale, corredate da fotografie. Non sempre è possibile visitare l’immobile.

Come partecipare

Partecipare ad un’asta immobiliare può permettere, a una persona intenzionata ad acquistare una casa, di fare un ottimo affare, anche se non bisogna dare sempre per scontato che l’importo di aggiudicazione finale sia sempre e comunque nettamente inferiore al mercato perché potrebbero esserci delle spese accessorie: oltre al prezzo di aggiudicazione, sarà necessario versare un’ulteriore somma a titolo di fondo spese (pari al 15 per cento della somma offerta) .

Tale somma verrà utilizzata per espletare tutte le formalità necessarie a trasferire l’immobile, privo da formalità pregiudizievoli quali ipoteche e pignoramenti, al nuovo proprietario. Infine, potrebbero esserci eventuali oneri condominiali non corrisposti.

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Disponibilità dell’immobile

L’immobile al momento dell’aggiudicazione dell’asta non è già disponibile: sarà necessario un intervallo di tempo per consentire l’espletamento di tutte le formalità necessarie alla cancellazione delle ipoteche e dei pignoramenti eventualmente gravanti sull’immobile e per consentire al giudice di emettere il decreto di trasferimento.

Ricordate che è possibile che l’immobile sia stato occupato fino al momento dell’aggiudicazione dello stesso all’asta: considerate una voce di spesa maggiore per la ristrutturazione e manutenzione, in quanto  la vendita all’asta non permette di sapere in anticipo in che condizioni i precedenti inquilini lasceranno l’immobile al momento della liberazione.

Meglio accompagnati

 A un’asta  si può andare soli, ma è meglio essere accompagnati da un professionista del settore: quest’ultimo ha le competenze più adatte per

  • poter valutare la convenienza all’acquisto, attraverso la lettura della perizia,;
  • assistere l’acquirente durante tutta la procedura, rispondere ai molti dubbi che si presentano a chi decide di acquistare un immobile all’asta;
  • reperire prima tutte le informazioni possibili, sia sull’immobile sia sulla procedura d’acquisto.

Limite di spesa

E’ importante autoimporsi una spesa massima per non correre il rischio di farsi trascinare in un vortice di rialzi, per evitare di   offrire una cifra che non è più vantaggiosa rispetto al valore reale dell’immobile, soprattutto tenendo  conto anche delle eventuali spese accessorie e impreviste che si dovranno sostenere.

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Come si paga

Al momento della presentazione dell’offerta è necessario allegare due assegni del valore rispettivamente del 10 % (cauzione) e del 15% (deposito fondo spese) della somma che si è intenzionati a offrire.  In caso di aggiudicazione dell’asta, i due assegni verranno trattenuti e depositati sul libretto della procedura; quello relativo al fondo spese sarà utilizzato per saldare la registrazione del decreto di trasferimento, mentre l’altro sarà portato in detrazione della somma con cui ci si è aggiudicati l’asta.

Un aiuto per l’acquisto: il mutuo

Se si è intenzionati a chiedere un mutuo per l’acquisto di una casa all’asta bisogna muoversi con largo anticipo e arrivare preparati al giorno dell’asta, essendo quindi sicuri che la banca finanzierà il mutuo.: basta rivolgersi alla cancelleria del tribunale competente e richiedere la lista e poi recarsi almeno un mese prima della data dell’asta, con la perizia e i documenti per la richiesta del mutuo. Nel caso in cui l’asta non venga vinta, si chiede l’applicazione della clausola di dissolvenza , che permette l’annullamento dell’erogazione del mutuo dalla banca a costo zero.

Benefici fiscali e ripensamenti

Chi acquista attraverso un’asta immobiliare può godere di qualche particolare beneficio  fiscale, in particolare se si tratta della prima casa. E’ anche possibile rinunciare all’immobile dopo esserselo aggiudicato,  ma in questo caso si perderà l’importo della cauzione versata e l’immobile verrà rimesso all’asta.

Link utili

astegiudiziarie.it

asteannunci.it

asteimmobili.it

entietribunali.kataweb.it

Lavori di ristrutturazione in casa, rumori molesti e rimedi: i suggerimenti di Crea la casa.

Quando si iniziano i lavori di ristrutturazione in casa, è inevitabile che si creino rumori molesti e – di conseguenza – si arrechi disturbo ai vicini o a tutto il condominio. Proprio perché è inesorabile che alcuni interventi  di ristrutturazione in casa possano risultare particolarmente rumorosi, è necessario almeno rispettare il buon vicinato attraverso alcuni rimedi, imponendo  ad esempio agli operai la massima celerità e – soprattutto – il rispetto degli orari adeguati.

rumori molesti e rimedi

Gli operai, spesso, lavorano incessantemente dalla mattina presto alla sera e ciò causa liti tra condomini: per risolvere questi problemi basterebbe far convivere i propri  diritti di condomino di godere liberamente della propria unità immobiliare e delle parti comuni con il pari diritto degli altri inquilini di fare altrettanto, nel rispetto delle regole della buona educazione, della civile convivenza e delle norme di legge, facendo sempre riferimento al regolamento condominiale,  che è la legge interna del condominio e al cui rispetto tutti devono attenersi.

Chi subisce danni causati dai lavori di ristrutturazione in casa di un altro condomino, ha a disposizione alcuni rimedi, da attivare separatamente  o assieme.

Come affrontare i rumori molesti e rimedi ? Crea la casa te li suggerisce: vediamo quali sono.

Azione amministrativa

Spesso i regolamenti condominiali prendono a riferimento i regolamenti della Polizia Urbana del Comune di appartenenza: qui ci sono tutti i riferimenti ai mesi ed alle fasce orarie in cui è possibile effettuare lavori; altresì, vengono indicate quali autorizzazioni sono necessarie per procedere. I Regolamenti più dettagliati, indicano anche il livello di rumori da rispettare, soglie massime e minime.

Ne deriva che, se i lavori sono eseguiti fuori orario, se la soglia di rumore non rispetta quella indicata nel Regolamento,  si può chiamare la polizia municipale per ottenere il sanzionamento del trasgressore.

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Azione civile e regolamento di condominio

Oltre a richiedere l’osservanza delle norme amministrative, chi ritiene di aver subito un danno dall’eccessivo rumore causato può agire ai sensi dell’art. 844 c.c. per ottenere l’inibitoria o per fare in modo che siano posti in essere i rimedi più opportuni, salvo il diritto ad agire per il risarcimento del danno.

Comunque, ciascun condomino può pretendere il rispetto del regolamento di condominio, se lo stesso prevede delle fasce orarie durante le quali è prevista l’esecuzione dei lavori; queste possono essere più stringenti di quelle comunali, ma mai più permissive.

Azione penale

Nel caso in cui non si riesca ad eliminare il problema seguendo i consigli sopra indicati, si può ricorrere ad un esposto denuncia ai sensi dell’art. 659 c.p.; condizione per la configurazione del reato è che il rumore disturbi un numero indeterminato di persone. La Cassazione, con sentenza 2 dicembre 2013 n. 47830, ha chiarito che “ (…)quando l’attività disturbante si verifichi in un edificio condominiale,  per ravvisare la responsabilità penale del soggetto agente non è sufficiente che i rumori, tenuto conto anche dell’ora e della natura delle immissioni, arrechino disturbo o siano idonei a turbare la quiete e le occupazioni dei soli abitanti gli appartamenti inferiori o superiori rispetto alla fonte di propagazione, i quali, se lesi, potranno far valere le loro ragioni in sede civile, azionando i diritti derivanti dai rapporti di vicinato, ma deve ricorrere una situazione fattuale diversa di oggettiva e concreta idoneità dei rumori ad arrecare disturbo alla totalità degli occupanti del medesimo edificio, oppure a quelli degli stabili prossimi, insomma ad un numero considerevole di soggetti. Soltanto in tali casi potrà dirsi turbata o compromessa la quiete pubblica.” (cit. www.studiocataldi.it )

Link utili

googleusercontent.com

http://www.diritto24

 

Open house: il nuovo modo di vendere o affittare casa

Open house significa “visita libera di immobili in vendita o in affitto“. È un sistema innovativo, molto utilizzato in America, che si sta diffondendo in Europa  e adesso anche in Italia. Ospitare un evento open house è un modo eccellente per annunciare l’arrivo della vostra casa sul mercato,  per convincere potenziali interessati a visitare il vostro immobile senza impegno e per presentare la casa ad un pubblico più ampio.

Come funziona?

Coloro che desiderano vendere o affittare l’immobile decidono di proporre il proprio immobile a potenziali interessati, in un unico appuntamento, generalmente fissato nel weekend, evitando di fissare singoli appuntamenti per ogni visitatore. Tutta la visita “collettiva” si svolge sotto la supervisione di un consulente immobiliare, nel caso in cui sia stata coinvolta una agenzia immobiliare, o alla vostra presenza, nel caso ve ne occupiate voi stessi.

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Quali sono i vantaggi di questo sistema?

Per chi cerca casa :

  • visita dell’immobile senza la necessità di fissare un appuntamento;
  • possibilità di una seconda visita dell’immobile nella stessa giornata, da parte della stessa persona;
  • più libertà nelle visite.

Per chi vende casa:

  • molteplici professionisti immobiliari impegnati nella stessa vendita;
  • risparmio di tempo: con l’open house tutti gli appuntamenti si concentrano in un solo giorno;
  • garanzia di un’efficace comunicazione di vendita a tutti i potenziali clienti della zona. Circa il 70% delle case vengono acquistate da persone che già risiedono nella zona di ubicazione dell’immobile;
  • vendita/affitto dell’immobile in tempi più veloci;
  • maggiore probabilità di avvicinarsi al prezzo richiesto: le visite multiple confermano che ci sono più persone interessate all’immobile e creano concorrenza.

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Molte agenzie immobiliari si stanno affidando agli eventi come l’open house per ampliare il proprio business, con lo scopo di migliorare il rapporto con i clienti, distinguendosi dalla concorrenza: il vostro agente immobiliare avrà  anni di esperienza alle spalle e saprà esattamente come rivolgersi agli interessati. Una volta fissato il giorno da dedicare all’open house, dunque,  pianificate un giorno in cui andar via e lasciare la proprietà nelle mani del vostro agente esperto. L’agente immobiliare avrà il compito di rispondere a domande di potenziali interessati, oltre a gestire la proprietà in ogni fase successiva.

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Nel caso in cui, invece, decidiate di organizzare da soli l’open house, seguite attentamente questi consigli:

  • Fate pubblicità

Mettete online la vostra casa e fate un passaparola di persona. Informate i vostri vicini, arricchite gli annunci online con un’ampia selezione di fotografie allettanti e ad alta risoluzione, possibilmente scattate da un professionista.

  • Perfezionate il vostro evento

Eliminate gli oggetti superflui,  pulite a fondo la vostra casa, pensate a come creare una gradevole presentazione in ogni stanza. Preparatevi ad aprire gli armadi e le dispense e a mostrare tutto lo spazio disponibile, non lasciate le vostre stanze vuote,  ma non riempitele eccessivamente.

  • Sistemate altrove gli animali domestici

Se avete animali domestici, cercate loro una sistemazione temporanea ,in modo da far sentire a proprio agio anche chi, eventualmente, avesse paura degli animali.

  • Mettete via i vostri oggetti di valore

Open house significa letteralmente ‘casa aperta’: anche a chi non conoscete. E’ meglio nascondere i vostri gioielli e tenere sott’occhio ogni oggetto di valore.

  • Evitate odori forti

Evitate candeggina, deodoranti per ambiente e biscotti appena sfornati e usate piuttosto profumo di fiori freschi, magari aprendo le finestre per far circolare l’aria ed evitare cattivi odori.

  • Controllate la temperatura

Le temperature eccessive possono rovinare l’atmosfera della vostra casa, : controllate che il vostro immobile non sia né troppo caldo né troppo freddo prima dell’arrivo dei visitatori.

  • Stampate brochure

Lasciate un’impronta indelebile nei vostri visitatori regalando loro brochure con informazioni sulla proprietà, tra cui la planimetria, una lista delle caratteristiche e foto in alta risoluzione.

  • foto5Quando?

La maggior parte degli open house sono il sabato, e più spesso la domenica, dalle 13 alle 15 oppure dalle 14 alle 16: è stato notato che, in questi periodi, le persone sono  più libere mentalmente e fisicamente da altri impegni.

Ed ora…buona Open house, il modo divertente per proporre il vostro immobile, che  è anche una delle tecniche più potenti al giorno d’oggi per vendere o affittare casa velocemente!

Come cercare casa online

Per chi deve cercare casa oggi esistono un gran numero di strumenti online a disposizione: per vendere, affittare, trovare casa, infatti, ai tradizionali mezzi di ricerca come i giornali specializzati, si sono affiancati numerosi siti online, nonché apps che facilitano parecchio il compito.

Oggi Crea la casa ve li indica e cercare casa online con uno o più strumenti diventerà facilissimo.

Ci sono diversi siti online o apps a cui rivolgersi, tutti pieni di offerte e opportunità per chiunque voglia cercare o trovare case sparse su tutto il territorio nazionale: la grande comodità della ricerca online è che – utilizzando in maniera appropriata i filtri (zona, quartiere, mq, target di spesa) – si può arrivare a fare una bella scrematura tra le moltissime offerte presenti nel database. Inoltre, i siti online sono gratuiti e vengono costantemente aggiornati.

Immobiliare.it  http://www.immobiliare.it

È uno dei siti specializzati presenti sul Web: ha una dettagliatissima serie di opzioni per scendere nel dettaglio della ricerca e filtri per raffinare la richiesta e giungere ad una rosa di offerte centrate rispetto alle esigenze dell’utente. La scheda di ciascuna inserzione, di qualsiasi tipologia di appartamento si parli, è dettagliata e puntuale, accompagnata da un corredo fotografico che offre già una prima visione dell’immobile, aspetto non trascurabile per chi ha poco tempo da dedicare alla ricerca.

Ha anche una app che offre una funzione mappa in cui circoscrivere una zona con il dito e far comparire tutti gli annunci all’interno di essa. La versione per Windows Phone è stata realizzata in collaborazione con Nokia e ottimizzata per i Lumia. Android, iPhone, iPad, Windows Phone.

VivaStreet http://www.vivastreet.it

permette di selezionare la regione in cui si sta cercando casa dalla mappa collocata sulla sinistra: da qui si passa alla tipologia che si sta cercando e si ottiene la lista di tutti gli annunci di case in affitto o vendita presenti nella regione selezionata. Una volta visualizzati i dettagli degli annunci, si può rispondere all’offerta cliccando sul pulsante arancione “Rispondi a questo annuncio” o chiamare i recapiti telefonici indicati accanto all’icona del telefono rosso.

La app correlata presenta numerosi annunci divisi per località  e facilita anche la ricerca di coinquilini e di case in condivisione. iOS, Android.

CasaClick  http://www.casaclick.it

offre annunci relativi a case in affitto o in vendita semplicemente mettendo il segno di spunta accanto alla voce che interessa e usando il campo di ricerca collocato al centro della pagina. Attraverso i campi Regione, Tipologia e Prezzo è possibile effettuare ricerche ristrette a determinate Regioni, tipi di case (attico, box, stanza, ecc.) e prezzi impostando una cifra minima ed una massima. Per rispondere ad un’offerta che interessa, basta usare il modulo “Contatta l’inserzionista” che si trova in fondo ad ogni annuncio.

Kijiji  http://www.kijiji.it

è uno dei più importanti siti di annunci d’Italia (e non solo): da qui si possono sfogliare velocemente annunci per case di tutta Italia, usando il modulo di ricerca racchiuso nel riquadro giallo. Per rispondere ad un annuncio pubblicato su Kijiji, non si deve far altro che cliccare sul pulsante “Invia Emai” collocato sulla destra o chiamare al numero di telefono indicato sotto quest’ultimo.

Subito.it http://www.subito.it

é un portale per l’usato che offre anche un servizio di mediazione immobiliare. Basta scegliere anche qui la Regione di interesse, specificare cosa si sta cercando (ad esempio bilocale) e in che ambito lo si cerca (immobili), per poi andare a selezionare le voci di interesse via via che il sito ce lo chiede, per ottenere una panoramica di opportunità vicinissime alle nostre esigenze. In particolare, molto utile risulta l’opzione per scegliere se si sta cercando un inserzionista privato o una agenzia immobiliare. In basso a sinistra, una busta da lettera verde indica il pulsante per rispondere all’inserzionista.

Asta Giudiziaria  www.astagiudiziaria.com

é il sito ufficiale dell’Istituto Vendite Giudiziarie: consente di cercare immobili finiti all’asta, spesso venduti a prezzi stracciati.

Casa App

é un’applicazione molto diversa dalle precedenti. Essa si rivolge a chi sta cercando una casa da acquistare, offre un block notes virtuale per tenere traccia di tutti gli immobili visitati, geolocalizzarli e perfino disegnare la pianta dell’immobile con diversi colori in cui aggiungere eventuali appunti. Utilissima! iOS, Android.

Mutuo e Tassi

è l’app ideale se ti serve effettuare calcoli simulati relativi ai mutui con reportistica personalizzabile in formato pdf e html e consultare Euribor e Eurirs aggiornati. Tra le funzioni principali: consultazione dei tassi Euribor (1,2,3 settimane e da 1 fino a 12 mesi.), consultazione dei tassi Eurirs (1 fino a 10 anni, 12,15,20,25,30,40,50 anni), calcoli Mutuo, supporto per input: tasso base, spread, durata, simulazione automatica per le 8 durate più comuni, report della simulazione mutuo in formato html e pdf, report inviabile per email. Le funzioni sono disponibili all’interno dell’app senza acquistare nient’altro. Con piccole somme si possono acquistare le funzioni catasto, stima del valore e preventivo spese compravendita.

Per info e consulenze sull’argomento, contattaci agli indirizzi:

info@crealacasa.it

immobiliare@crealacasa.it