La veranda in balcone: tutto quello che c’è da sapere

Può presentarsi la necessità o anche solo il desiderio di  aumentare la metratura del proprio appartamento, e subito viene in mente di utilizzare superfici aperte come i balconi, chiudendoli con una veranda.

veranda in balcone

Crea la casa ti dice quando e come è possibile realizzare una veranda in balcone

Un intervento di questo tipo è molto significativo dal punto di vista urbanistico perché attraverso la trasformazione di una superficie aperta in volume chiuso, aumenta automaticamente quello dell’immobile. Il condomino, quindi, è libero di mutare la destinazione della propria unità immobiliare purché non arrechi danno o pregiudizio alle parti comuni, sempre osservando le  norme urbanistiche ed il regolamento di condominio.

Il condomino può trasformare in veranda un balcone di sua proprietà esclusiva, ma è vietato realizzare opere che impediscano in modo evidente le utilità conseguibili dalla cosa comune.

Il proprietario ha dei limiti da rispettare, nel momento in cui decida di realizzare una veranda:

  • le nuove opere non devono essere vietate dal regolamento condominiale;
  • le nuove opere non devono arrecare danno alle parti comuni dell’edificio, o pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza dell’edificio;
  • le nuove opere non devono pregiudicare il decoro architettonico del fabbricato, rispettandole linee e delle strutture che connotano il fabbricato;
  • le nuove opere non devono assolutamente ridurre le utilità che gli altri condomini possono trarre dalle parti comuni.

Il condomino che intende realizzare una veranda – inoltre – deve sempre avvisare preventivamente l’amministratore del condominio.

La trasformazione del balcone in veranda non implica il rispetto delle norme sulle distanze minime, ma deve essere elevata sino alla soglia del balcone sovrastante e limitata esattamente all’area del balcone, senza debordare dal suo perimetro. La copertura del balcone in veranda non implica un ricalcolo dei millesimi dell’appartamento, nonostante l’aumento della superficie.

Purtroppo in Campania non è possibile presentare alcuna pratica edilizia all’Ufficio Tecnico del Comune di appartenenza in quanto la realizzazione di veranda implica pur sempre un aumento di volumetria  dell’immobile. Si può quindi optare per un modello che sia amovibile oppure, sempre se il regolamento di condominio lo consente, limitare la propria idea di veranda ad un mobile, facilmente smontabile, che in molti utilizzano come ripostiglio/lavanderia fuori al balcone. Ovviamente la normativa può variare in base alle normative regionali vigenti: informatevi quindi su quale sia il regolamento urbanistico della vostra città o rivolgetevi ad un tecnico di vostra fiducia che saprà aiutarvi in merito!

Se invece la veranda è stata realizzata già diversi anni fa ed, all’epoca, fu fatta richiesta di condono da parte di colui che la costruì, allora è possibile che ad oggi, se l’immobile non si trova in zona vincolata o all’interno del centro storico di Napoli e se sono stati correttamente pagati tutti gli oneri, abbiate già ottenuto il dispositivo dirigenziale con l’accoglimento della vostra richiesta di condono che vi ha quindi legittimato a tutti gli effetti la vostra veranda! A questo punto potete passare al punto successivo!

La veranda in balcone: tipologie e materiali.

Una volta ottenuto, se e quando possibile, il permesso di poter effettuare la trasformazione dal punto di vista urbanistico, bisognerà scegliere la migliore soluzione dal punto di vista strutturale: si dovrà inizialmente valutare se la chiusura verrà effettuata solo con vetrate, con vetrate e muratura o con muratura. In caso della struttura mista, bisognerà calcolare, con l’aiuto di un tecnico strutturista, la portanza del solaio, con particolare se si tratta di una struttura aggettante come quella di un balcone.

Nel caso in cui la chiusura sia realizzata solo con vetrate, l’aspetto più importante da valutare é quello dell’isolamento termico: l’ideale sono i serramenti con profilo a taglio termico e doppi vetri, in maniera da garantire anche l’isolamento acustico, che garantisce l’adeguato confort ambientale.

La struttura portante può essere realizzata in :

  • legno opportunamente trattato per l’esterno;
  • PVC;
  • alluminio opportunamente trattato per l’esterno, che rappresenta la soluzione più utilizzata per la naturale resistenza alle intemperie.

Vetro per le vetrate

La caratteristica principale dei vetri di una veranda deve essere la sicurezza: i vetri devono resistere alle intemperie, ad eventuali attacchi da parte di ladri e malintenzionati, e devono resistere ad eventuali urti e rotture, in modo da non diventare pericolosi per chi occupa abitualmente la veranda.

Le tipologie di vetro sono:

vetro riflettente o assorbente: si tratta di vetri che fanno sì che il calore eccessivo dell’esterno non venga inglobato all’interno della veranda, ma che invece venga spinto verso l’esterno;

vetro basso-emissivo:  è un vetro che durante la stagione fredda trattiene fino al 90% del calore accumulato all’interno della veranda, permettendo un notevole risparmio energetico;

vetro fonoassorbente: in grado di isolare a livello acustico la veranda.

Le aperture della veranda verso l’esterno possono essere:

a battente:  è la classica apertura con ante;

a libro, dove le varie ante (più piccole) del vetro si impacchettano da un lato, scorrendo su un doppio binario;

scorrevoli, dove le ante aperte non occupano alcuno spazio, poiché scorrono lateralmente alle pareti.

Le finestre della veranda si possono chiudere e aprire tramite delle maniglie, realizzabili con forme, materiali e colori tra i più diversi: dall’alluminio anodizzato o verniciato, all’ottone, all’acciaio inossidabile.

Le dimensioni della veranda ovviamente personalizzabili, anche perché dipendono dalla superficie del balcone: le verande vengono quindi realizzate sempre su misura e secondo le scelte estetiche di chi la vive: l’interno può essere realizzato secondo il proprio gusto personale, mentre l’esterno può essere realizzato in modo completamente differente, se le esigenze estetiche del condominio o della zona lo richiedono.

La veranda comunque, nella maggior parte dei casi, non può costituire una stanza a sé stante, non può cioè essere adibita a luogo abitato, quindi non può essere una cucina, né un bagno, né tanto meno una camera da letto: potreste farne quindi un giardino d’inverno, una zona relax e lettura o, semplicemente, un ripostiglio per oggetti più delicati da riparare dalle intemperie. Scegliete lampade da terra oppure da muro da applicare alla parete dell’edificio  per illuminare lo spazio verandato di notte.

Se anche tu sei prossimo alla scelta della tua veranda in balcone e vuoi saperne di più o vuoi sentire il parere dei nostri esperti, non esitare a contattarci!

CREA LA CASA è a vostra disposizione, basta premere il pulsante qui sotto.

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Quanto costa ristrutturare casa?

Uno dei problemi principali di quando si decide di  ristrutturare casa è certamente quello di capire quanto costa, a quale spesa si andrà incontro prima di iniziare i lavori in modo da poter capire anche se si deve rinunciare a qualcosa o su  cosa si può risparmiare.

Quanto costa ristrutturare casa

 

 

 

Per affrontare nel modo giusto l’esperienza della ristrutturazione, il nostro consiglio é quello di farsi aiutare da un architetto che, dopo uno studio dello stato dei luoghi dell’immobile, vi rediga un computo metrico, cioè un elenco di tutte le lavorazioni necessarie per realizzare il progetto che avete definito insieme, dove, per ogni singola voce, sono applicate le quantità rilevate ed i prezzi medi presenti oggi sul mercato: in questo modo potete avere una prima stima di massima per farvi un’idea della spesa cui andrete incontro.

A questo stesso computo metrico basterà togliere tutti i prezzi alle singole lavorazioni e sottoporlo così alle varie imprese edili, da voi chiamate, per poter avere un confronto diretto  sulle singole voci oltre che, naturalmente, sul totale.

 

Farsi fare diversi preventivi vi permetterà così di scegliere quello più conveniente, anche se non è così semplice come può sembrare. Trovarsi di fronte a numerosi preventivi di ditte diverse potrebbe portare a sentirvi ancora più confusi perché gli stessi lavori, a seconda delle diverse imprese, potrebbero anche costare il doppio.

UNA RACCOMANDAZIONE: state attenti alle imprese che offrono dei prezzi davvero troppo bassi rispetto alle altre, magari con l’unico scopo di prendere l’incarico..potreste correre il rischio di avere brutte sorprese nel corso dei lavori.

La vostra vicina ha ristrutturato casa, della stessa superficie, spendendo molto meno? 

Ma vediamo quanto costa  costa ristrutturare casa!

Attenzione, il confronto non é così immediato perché bisogna tener presente diversi fattori.

Ecco quali:

  • primo tra tutti lo stato dei luoghi in cui si trova l’immobile: lo stato della muratura e quindi dell’intonaco presente su di essa, lo stato degli impianti elettrici ed idrici e quello dei pavimenti e del sottostante massetto. Infatti se si deve intervenire sugli impianti, si dovranno eseguire tracce sui pavimenti e questo significherà effettuare eseguire dei tagli sul massetto sottostante la cui rimozione in un preventivo incide.

In ogni caso, tenete presente che, in linea di massima, se nella vostra ristrutturazione dovete rifare gli impianti, il costo al metro quadro salirà circa del 30% rispetto a un appartamento dove gli impianti non vengono toccati.

  • La tecnologia che si desidera avere all’interno della propria abitazione, come ad esempio, la chiusura delle tapparelle automatica e centralizzata, l’ antifurto, la domotica, etc ;
  • Altro fattore che influisce in modo determinante sulla stima delle lavorazioni sono le demolizioni: non fa la differenza abbattere o meno un tramezzo nel vostro appartamento quanto capire il materiale che si deve demolire: una cosa sono i tramezzi di mattoni forati, altra cosa é per esempio se si tratta di effettuare dei tagli o delle demolizioni che interessano il cemento armato o anche rimozioni di materiali isolanti oppure di cartongesso. La vera spesa più che altro sta nel trasporto a discarica del materiale demolito e i relativi oneri che si devono pagare e che variano da zona a zona;

  • Il livello di finiture che il committente richiede influiscono naturalmente sul preventivo e variano in base al gusto della committenza: ad esempio il tipo ditinteggiatura delle pareti e dei soffitti e la preparazione che essa richiede.

Tenete presente che nei computi metrici in genere il prezzo si intende sempre per una pittura lavabile e dai colori chiari: ogni variazione farà aumentare il prezzo al mq.

Notate bene che nei computi metrici le forniture NON SONO MAI INCLUSE.

Fate in modo che siate voi a scegliere non solo quali mattonelle scegliere per pavimenti e rivestimenti ma anche dove andarli a comprare. Non sempre può essere conveniente che la ditta esecutrice si occupi di tutto: il costo di un pavimento in grès può variare infatti, a seconda della qualità e del venditore dai 15€ ai 90€ e così anche per i rivestimenti e per il parquet.

Se optate per il parquet piuttosto che per le mattonelle dovete considerare che la fornitura sarà di sicuro meno economica se scegliete una tipologia di legno di buona qualità e di un buono spessore ma potreste risparmiare sulla posa in opera se si decide di lasciare il pavimento esistente quando valutato idoneo come sottofondo per il parquet.

Vi riportiamo di seguito un’indicazione concreta, anche se di massima, sui prezzi delle diverse categorie di intervento, facendo riferimento a prezzi medi presenti oggi sul mercato in una città come Napoli:

  • le demolizioni di tramezzi, pavimenti e rivestimenti é di circa 12,00 €/mq;
  • l’ impianto idraulico per esempio costa circa 250,00€ per punto acqua, compresa la sostituzione delle tubature e il montaggio dei sanitari da bagno;
  • l’mpianto elettrico certificato costa circa 43,00€/48,00€ a seconda che siano punti luce, punti TV/telefono/internet o antenna;
  • L’ impianto di riscaldamento vi verrà a costare circa 600,00€ ad elemento radiante;
  • il prezzo di una caldaia oscilla tra i 1000,00€ e i 3000,00€ a seconda che sia una caldaia a metano, a tenuta stagna o meno, oppure a condensazione;
  • la posa in opera di una nuova controsoffittatura piana costa circa 25,00€/mq;
  • l’installazione di un impianto di condizionamento con la predisposizione degli scarichi di condensa infine costa circa 350,00€ a split.

Ad ogni modo in linea di massima generale, il costo di ristrutturazione al mq può variare il media dai 350 € ai 700 €, che naturalmente, come già detto in precedenza, può variare in base al tipo d’intervento.

Il consiglio di crea la casa!

Una volta assegnato l’incarico a un’impresa, fate in modo però che sia l’unica: se affiderete l’intera ristrutturazione a una sola ditta, di certo avrete diritto a un po’ di sconto sul prezzo finale dei lavori.

Nota bene:

Oggi esistono varie agevolazioni per chi decide di ristrutturare il proprio appartamento:

il Bonus Casa ha stabilito una proroga di tutte le detrazioni fiscali del 50% previste per chi ristruttura casa per un tetto di spesa fino a 96.000€;

– adesso é ufficiale anche la proroga del bonus mobili ed elettrodomestici: una detrazione del 50% sulle spese di acquisto di nuovi arredi e grandi elettrodomestici di classe A fino ad una spesa massima di 10.000€;

– la Legge di Bilancio 2018 ha confermato inoltre anche l’introduzione del bonus verde, ovvero la detrazione del 36% e fino a 5.000 euro di spesa per la cura di giardini e terrazzi privati;

– La Manovra finanziaria 2018 prorogherà l’Ecobonus per tutto il 2018 ma con dei cambiamenti: Per la sostituzione di infissi, schermature solari, impianti di climatizzazione invernale tramite caldaie a condensazione e a biomassa la detrazione non è più al 65% ma scende al 50%.

L’inizio dei lavori dovrà quindi essere sempre documentato da una pratica edilizia presentata al comune, come la Cila, Scia o altro oppure da un’autocertificazione se i lavori sono in edilizia libera per manutenzione ordinaria.

Hai bisogno di un preventivo dettagliato per la ristrutturazione della tua casa? non esitare a contattarci!

Case open space

Case Open Space: si o no? Vediamolo insieme

Quando si ristruttura casa, può essere utile valutare l’idea di scegliere se abbattere pareti divisorie per creare un ambiente unico (il cosiddetto open space) e Crea la casa vuole valutare insieme a voi quali sono  i pro e i contro del creare case con open space:

Open Space

OPEN SPACE si o no?

Appartamento Open space significato – il significato di open space è legato ad uno spazio senza nessuna divisione tra le varie zone della casa, a favore di un unico ambiente: ecco cosa significa open space, e questa definizione spazi casa si riferisce alle principali aree living della casa quali cucina, soggiorno e sala da pranzo combinate in un unico grande spazio.

Una tendenza passata prevedeva che le stanze della casa fossero ben distinte tra loro, poi una trentina di anni fa,  negli anni ’80,  il concetto di uso esclusivo degli spazi cambiò e si cercò condivisione e le pareti divisorie sparirono: nacque il concetto di l’open space.

La casa open space, però, può non piacere a tutti e qui vi aiutiamo a capire se fa al caso vostro

MANCANZA DI SPAZIO

Una motivazione per scegliere case open space al momento di ristrutturare, è senza dubbio la mancanza di spazio: abbattere le pareti significa davvero rendere gli spazi molto più vivibili. Se le stanze, al contrario,  sono già molto grandi, potrebbero invece diventare dispersive,quindi, se proprio non potete resistere al fascino del tutto aperto, optate per una divisione mediante un arco per rendere meno evidenti  le dimensioni.

SI: AMPLIA GLI AMBIENTI / NO: DA EVITARE IN AMBIENTI GIA’ GRANDI

ORDINE

Se amate l’ordine in casa, valutate bene la scelta dell’open space: in un ambiente aperto è più difficile tenere tutto ordinato alla perfezione:  rischiate di passare ogni minuto libero a pulire nel terrore che arrivi gente e trovi in disordine.

SI: TUTTO A PORTATA DI MANO / NO: DISORDINE DIFFICILE DA NASCONDERE

PRIVACY

L’open space è anche questione di condivisione: se siete soliti ospitare spesso gli amici, bisogna sapere che non ci sarà un altro ambiente dove stare in tranquillità. D’altronde se avete una famiglia che ama stare in compagnia, l’open space soggiorno-cucina diventa il luogo ideale per dare feste e fare cene, perché permette di accogliere un bel tavolo ampio e tante sedie.

SI: CONDIVISIONE / NO: MANCANZA DI PRIVACY

RISPARMIO ENERGETICO

Un open space implementa l’aumento di luce naturale ed il legame con l’esterno: gli abitanti della casa, in qualsiasi parte della casa si trovino, possono godere della luce proveniente dall’esterno. L’illuminazione di un open space prevede meno punti luce, e questo abbatte sicuramente i costi per l’energia elettrica; per quanto riguarda il riscaldamento, l’open space è perfetto se si ha una stufa a pellet o un termo camino, perché il  calore di può raggiungere tutti gli angoli, garantendo un buon risparmio.

SI: RISPARMIO IN BOLLETTA / NO: NESSUNO!

IL COMPROMESSO: LE PARETI SCORREVOLI

La soluzione migliore tende ad offrire la scelta di aprire o chiudere gli spazi, a seconda delle esigenze di chi vive la casa: la possibilità di flessibilità rasserena perché permette di disporre gli spazi assecondando i vari momenti della giornata.

Perciò, via libera a porte o pareti scorrevoli, separè, pareti rotanti, decidendo di volta in volta se condividere o a vivere momenti individuali, sfruttando al meglio gli ambienti.

Se anche tu hai bisogno di modificare la tua casa o vuoi semplicemente renderla più spaziosa e funzionale

Contattaci!

Come progettare un terrazzo o un giardino, dallo studio dello spazio alla scelta della vegetazione.

Il tema del verde urbano è tornato prepotentemente alla ribalta in questi ultimi anni. Il suo valore era già stato messo in evidenza da Le Corbusier, uno dei padri dell’urbanistica contemporanea: nel 1923 infatti, nel suo libro “Verso una Architettura”, tra i cinque punti della nuova architettura annovera il “tetto a giardino”.

Negli anni ‘70, purtroppo, il fenomeno della speculazione edilizia, ci ha restituito un immagine delle città in cui nulla o poco era stato pensato per il verde. Fortunatamente oggi si ha un inversione di tendenza: sia le amministrazioni locali che i progettisti del paesaggio stanno operando scelte sempre più orientate al contatto con la natura.

progettare un terrazzo o un giardino

Questo perché i parchi e il verde, oltre a rappresentare un fenomeno di socializzazione per le attività di tempo libero, costituiscono un contributo essenziale contro l’inquinamento assorbendo anidride carbonica, una delle principali cause del surriscaldamento del pianeta.

Ecco quindi che si sta assistendo ad una vera e propria “vegetalizzazione” delle città: o rivestendo le facciate di alcuni edifici con piante rampicanti, nascondendo così  il  cemento o, come avviene ormai da anni in alcune grandi metropoli, New York in testa, trasformando i tetti dei grattacieli in giardini o in orti.

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Un esempio tutto italiano di “vegetalizzazione” si ha a Milano con il “Bosco Verticale”, complesso residenziale, firmato dall’architetto Stefano Boeri che ha vinto il premio di edificio più bello del mondo; esso ospita un grandissimo numero di terrazze e un centinaio di  specie vegetali diverse, è quindi un esempio della necessità di edificare in modo ecologico.

Dare spazio al verde equivale a migliorare la nostra vita e la nostra salute e quindi, in piccola scala, anche il singolo cittadino può e deve contribuire.

Quali sono i  fattori da tenere presente per progettare un terrazzo o un giardino, riuscendo in un risultato armonico?

Essenzialmente 6: quattro di natura prettamente tecnica e due relative ai fattori ambientali.

Analizziamoli uno ad uno:

  1. Il primo elemento che va analizzato nel progettare un terrazzo o un giardino è la sua FORMA. Lo studio della pianta ha pertanto un valore imprescindibile. Bisognerà quindi suddividere lo spazio a seconda delle funzioni che in esso intendiamo svolgere e, conseguentemente, scegliere gli arredi (tavoli, divani, tede, ecc.) e il tipo di vegetazione.Per un risultato armonico è importante che entrambi i fattori siano ben bilanciati. La dimensione dello spazio a nostra disposizione ci aiuterà anche a capire quante zone si possono creare e, di conseguenza, il numero di piante da collocare. Spesso gli spazi dei nostri terrazzi o giardini  in città sono molto ristretti, ma questo non sempre è un handicap, anzi in molti casi avere dei limiti aiuta a connotare in maniera più significativa il luogo, ad esempio sfruttando le superfici verticali, con l’uso di rampicanti.Ecco quindi che, così come per gli interni, la progettazione e l’esperienza rivestono un ruolo fondamentale, sia per l’individuazione di dove collocare la vegetazione, sia per creare una prospettiva che dilati gli spazi.
  2. Un fattore che viene spesso tralasciato, ma che riveste grande rilevanza è l’OMOGENEITA’ con gli spazi interni. Bisogna cercare sempre di adeguare gli spazi esterni con lo stile della nostra abitazione per mantenere una coerenza concettuale ed estetica.Questo vale sia nella scelta degli elementi architettonici (pavimenti, arredi, vasi) sia di quelli prettamente naturalistici. Avendo degli interni molto classici, ad esempio, risulterebbe stonato un giardino zen, che meglio si adatta ad un contesto di casa più moderno.Per quanto concerne l’arredamento, è bene, oltre ad adattarsi al contesto che sia delle giuste proporzioni: arredi troppo grandi in uno spazio troppo piccolo lo soffocherebbero. Così anche la scelta dei vasi non è casuale: un vaso arreda e per un insieme omogeneo è buona norma non variarli molto nella forma e nei colori.
  3. Determinante dal punto di vista scenografico è la SCELTA CROMATICA di  un ambiente. Per gli arredi non più di due colori. Per la vegetazione non più di tre o quattro specie. Per quanto riguarda gli abbinamenti cromatici bisogna fare una distinzione tra colori analoghi (ossia che contengono un colore in comune: per es. giallo, arancio, rosso) e colori complementari (ossia all’opposto sulla ruota dei colori: arancio e blu, giallo e viola, rosso e verde); non si deve poi dimenticare che i colori hanno il potere di modificare la prospettiva: i colori caldi creano una sensazione di avvicinamento, mentre quelli freddi di allontanamento dallo spettatore.
  4. Curare l’ILLUMINAZIONE. Questo è un elemento purtroppo molte volte trascurato  o mal risolto ma, se ben progettato, può contribuire ad una piacevole e suggestiva atmosfera anche nelle ore serali. Anche qua, a seconda del contesto dell’abitazione, possiamo scegliere tra luci a incandescenza calda o fredda; la prima si adatta più ad uno stile classico, la seconda ad un contesto più moderno. Come sempre, quando si parla di illuminazione, non esistono regole assolute;  a seconda dell’effetto che si vuole ottenere occorre studiare l’illuminazione degli spazi, che può essere direzionata in modi diversi e provenire da fonti differenti:
  • Illuminazione dall’alto, che riproduce e simula quella solare, creando zone d’ombra molto nette;
  • Illuminazione laterale che mette meglio in evidenza la parte più vicina al terreno, lasciando in ombra le chiome degli alberi o delle siepi;

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  • Illuminazione dal basso, che è sicuramente quella più usata perché mette in risalto con grande suggestione il tronco e i rami dell’albero ed ha anche il vantaggio di occultare bene i corpi illuminanti.

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E’ inoltre buona norma prevedere sempre delle prese a tenuta stagna quando si progetta l’impianto elettrico di un esterno; queste possono servirci sia per implementare l’illuminazione con delle gradevoli piantane, sia per poter usare, ad esempio dei taglia erba elettrici.

5. Per quanto riguarda poi i fattori ambientali, il primo e più importante nel progettare un terrazzo o un giardino è la valutazione del CLIMA. A seconda del clima è  possibile, infatti, scegliere la tipologia di piante; la loro crescita infatti varia ed è influenzata da fattori quali l’altitudine, il vento, la durata e l’intensità degli inverni.

L’inverno, per le piante è una stagione molto dura e se non si ha la possibilità di ripararle è bene scegliere, se siamo in luoghi dove le temperature vanno sotto lo zero, delle specie molto resistenti, come l’erica.

Se non si ha una buona conoscenza delle specie e delle loro caratteristiche la consulenza di un architetto, specializzato nei giardini, o di un esperto giardiniere può esserci di grande aiuto.

6. Il secondo aspetto ambientale è dato dall’ESPOSIZIONE. Quella migliore, sud/ovest, permette il maggiore soleggiamento durante tutta la giornata. Ovviamente l’esposizione può essere influenzata dalla rifrazione del sole e della luce date dalla presenza dei palazzi limitrofi.

Un attenta osservazione del luogo è quindi la sicura premessa per un buon risultato finale. In giardini molto esposti al sole è bene prevedere delle schermature, specie in estate, grazie a delle tende, delle tensostrutture, dei gazebo  o a dei semplici ombrelloni.

Ma il riparo dal sole può essere ottenuto anche con degli alberi, creando così un ombra del tutto naturale.

A seconda quindi dell’esposizione al sole si possono scegliere le piante che si adattano meglio alle caratteristiche del posto in cui ci troviamo: ci sono varietà che amano stare al sole e altre la mezzombra.


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Una volta analizzati e risolti questi problemi di natura progettuale possiamo passare alla selezione delle piante:

Si comincia quasi sempre dai confini, questo sia per nascondere delle eventuali recinzioni (palizzate, muretti in cemento, ringhiere), sia per permetterci quella privacy indispensabile per godere in piena libertà il nostro spazio.

I confini vengono creati con delle SIEPI, esse possono essere delle sempreverdi o delle caducifoglie; è importante in entrambi i casi regolare bene l’altezza, capire quindi cosa si vuole celare alla vista e cosa no.

Ovviamente nella scelta della vegetazione e conseguentemente dell’ aspetto complessivo che ne vogliamo ricavare bisogna tenere conto delle stagioni. Le sempreverdi ci aiutano a creare lo scheletro del nostro giardino.

La pianta sempreverde maggiormente usata per le siepi e quindi per i confini è il Bosso, poiché cresce molto lentamente ed è adatto ad essere potato in forme ben definite.

La regolazione della sua altezza è funzione del risultato che si vuole ottenere. Altra pianta adatta come siepe è il Lauroceraso, che è molto resistente al freddo, cresce molto velocemente, è facile da coltivare e nel mese di aprire regala bellissimi fiori bianchi.

C’è poi il Cipresso di Leyland ,che è una conifera, cresce velocemente e anch’essa resiste bene al freddo, crea muri molto compatti, impedendo completamente la vista dall’esterno e viceversa.

foto6Se abbiamo poi delle pareti verticali, di non particolare pregio estetico e le vogliamo abbellire, possiamo usare dei RAMPICANTI, definite altre sì piante tappezzanti.

Anche in questo caso le specie a disposizione sono tante; le più utilizzate sono le sempreverdi, le possiamo distinguere in rampicanti da foglia e rampicanti con fioritura stagionale. Alla prima specie appartengono: l’Edera, che si attacca molto facilmente alle superfici ma ha lo svantaggio di rovinarle; la Vite Canadese, con foglie verde scuro che in autunno virano di colore e diventano rossicce.

Tra  rampicanti sempreverdi con fioritura stagionale, i più usati sono: il Gelsomino, che cresce facilmente e non ha bisogno quindi di particolari terreni, preferisce l’esposizione diretta al sole, non soffre il caldo eccessivo ma non tollera periodi prolungati di freddo e il vento forte, ha inoltre una fioritura bianca molto profumata che va dalla tarda primavera a metà dell’estate; il Ryncospermum, detto anche falso gelsomino, che ha un ottima resistenza al freddo, vive bene anche in condizioni di ombra e non necessita di cure particolari, la fioritura avviene tra aprile e giugno; la Bouganvillea, che può avere fiori di diversi colori a seconda dei gusti (fucsia, rosso, bianco), ha uno sviluppo veloce e vigoroso e ama il sole.

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Una volta creato “lo scheletro”, non si può fare a meno delle FIORITURE STAGIONALI, anche qui l’elenco è numeroso e vario e dipende solo dai gusti. Le fioriture stagionali ci aiutano ad avere un giardino in continuo mutamento e mai spoglio.

Se non si è dei giardinieri esperti il consiglio è di non scegliere piante che richiedono una grande manutenzione o cure specifiche. Dovendo far riferimento ad un concetto meramente estetico possiamo avere due alternative: aiuole monocromatiche oppure un’armoniosa combinazione di colori create o con colori della stessa tonalità o con colori contrastanti ma vibranti di “ritmo”.

Molto importante, indipendentemente dalla scelta cromatica che si persegue è la regolazione delle altezze delle diverse specie, sia per un’armonia visiva, sia per far si che le piante più alte non creino ombra a quelle più basse, compromettendone la crescita. Una falsa credenza infine è quella di pensare che un giardino possa fiorire solo in primavera o in estate.

Ci sono piante che resistono molto bene al freddo e alle basse temperature. Anche qua l’aiuto di un esperto del settore ci può aiutare, ci sono infatti  piante che resistono al freddo e che fioriscono durante tutto l’inverno e oltre.

Tra esse: la Stella di Natale, simbolo appunto del Natale con i suoi fiori grandi e rossi; la rosa di Natale che non richiede particolari cure,  può essere coltivata sia in piena terra che in vasi e fiorisce tra dicembre e marzo; l’ Erica che vive ben al sole e a mezzombra; il Ciclamino che fiorisce in tarda estate e la cui fioritura perdura fino ad inverno inoltrato;  la Camelia dalla fioritura invernale che regala bellissimi fiori profumati; la Viola resistente alla neve e che fiorisce per tutto l’inverno fino a primavera, la Dafne, il Gelsomino di San Giuseppe e tanti altri.

Guest Post scritto per Crea la casa dall’Architetto Ida Sidro

  • Ida sidroArchitetto, amante dell’arte contemporanea e della mitologia classica,  concepisco questo lavoro come una “missione”, in cui ci vuole testa ma anche cuore ed anima, perché compito primo di chi fa questo lavoro è regalare e realizzare sogni. Nel ristrutturare una casa si comincia dal sognare, dal layout emozionale, dal cogliere l’anima che ogni abitazione possiede, servendosi della conoscenza dell’antico ma anche della padronanza delle nuove tecnologie, senza mai tralasciare la luce, l’illuminazione che è segno, emozione e percezione della forma e dei colori.

    Ida Sidro

     

     

     

     

Investire in un architetto durante una ristrutturazione: 5 buoni motivi per farlo!

Crea la casa vi guida nel “faidate” ma cerca sempre anche di invitarvi a non agire mai solo di istinto: farsi aiutare da un architetto può facilitare il difficile compito della ristrutturazione di una casa.

Iniziare una ristrutturazione può essere motivo di ansia dettato dal non sapere come muoversi nell’infinito mondo delle mattonelle, dei pavimenti o dei rivestimenti o a chi affidarsi per la realizzazione delle opere, soprattutto se si affronta per la prima volta.

Investire in un architetto durante una ristrutturazione

Avere quindi una figura professionale che ti guidi in queste scelte, diventa spesso fondamentale anche per capire quali sono i tempi e i costi.

5 sono i buoni motivi per investire in un architetto durante una ristrutturazione :

Così Crealacasa vuole farvi capire in che modo l’architetto diventa una figura chiave nella buona riuscita di una ristrutturazione!

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interpretare i desideri dei clienti e metterli in pratica trasformandoli in realtà non è un potere “comune” a tutti.

Coniugare praticità quotidiana ed estetica é uno dei compiti principali dell’architetto il quale, iniziando a proporvi diverse soluzioni architettoniche ed interagendo continuamente con la committente per capirne le esigenze quotidiane, riuscirà ad interpretare concretamente i vostri sogni dando vita così al progetto perfetto per voi!

Il tecnico vi aiuterà infatti a valutare tutte le diverse possibilità, confrontandole anche per la loro concreta fattibilità tecnica, la resa estetica e la loro rispondenza alle normative vigenti in materia.

Ridurre il budget di spesa tagliando proprio l’aiuto dell’architetto, è una decisione di cui, nel corso dei lavori, potreste pentirvi.

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L’architetto riuscirà a creare soluzioni originali e pratiche allo stesso tempo, soluzioni alle quali probabilmente da soli non sareste riusciti ad arrivare, sfruttando ogni singolo spazio di ogni ambiente creando nicchie, armadi a muro e dando vita così ad ogni angolo per voi “morto”, anche con arredi su misura se necessario! Ci sono molte soluzioni ad uno stesso problema e lui cercherà di mostrarvi il ventaglio più ampio di scelte.

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Ingenuamente si può pensare che il lavoro dell’architetto si limiti alla redazione di u n progetto: in pochi sanno che la ricerca della giusta soluzione progettuale non è altro che il primo passo di un percorso molto più lungo che ha come obiettivo quello di realizzare per voi la casa dei sogni!

Dopo aver effettuato tutti i sopralluoghi necessari per conoscere a pieno l’appartamento e redatto il progetto finale,l’architetto proporrà il computo metrico (elenco delle lavorazioni) a diverse imprese edili per avere diversi preventivi a confronto ed aiutarvi a scegliere quella che offre il miglior rapporto qualità/prezzo.

Scelta l’impresa costruttrice, insieme alla committente, si stilerà il contratto che sarà firmato dalle diversi parti per poi poter iniziare i lavori.

Nel corso dei lavori,l’architetto coordinerà le diverse operazioni, effettuerà un controllo sul rispetto dei tempi delle stesse e sulle modalità di esecuzione, oltre poi a consigliare sulla scelta dei materiali adatti.

Operazioni per le quali sono richieste pazienza, tenacia e disponibilità di tempo quotidiano e l’architetto non sarà altro che il rappresentante degli interessi del suo committente, soprattutto con l’impresa esecutrice.

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Sembra paradossale ma avvalervi della collaborazione di un architetto vi farà contenere costi e tempi, facendovi evitare errori nei quali di sicuro da soli imbattereste per inesperienza (che comporterebbero ulteriori spese per essere eliminati) ed ottenendo i risultati migliori, scegliendo soluzioni e materiali magari più convenienti ma comunque esteticamente rilevanti.

Migliore sarà il risultato finale, più elevato sarà il valore che la vostra casa guadagnerà al termine dei lavori, avendo realizzato un ambiente unico, pratico e funzionale al di là dell’arredamento con cui sarà arredata!

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La vera essenza dell’architetto è la capacità di immaginare gli spazi prima che siano costruiti e realizzarli proprio per donare il maggior comfort possibile ad ogni spazio. Il consiglio di Crea la casa è che si deve creare empatia immediata tra voi ed il professionista a cui avete deciso di dare fiducia perché solo così il prodotto finale potrà essere perfetto per voi ed in sintonia con le vostre reali esigenze!

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Al via SAIE 2016 La fiera più grande nel mondo ediliza

Oggi Crea la casa vuole ricordarvi l’appuntamento annuale con il SAIE di Bologna, alla sua 52esima edizione, dove si parlerà di digitalizzazione, sostenibilità e sinergie per il futuro delle costruzioni.

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Dal 19 al 22 ottobre siete tutti invitati ad una delle fiere più importanti del mondo dell’architettura, una fiera per informare e formare su tutte le novità nel mondo dell’edilizia e della progettazione. Il Saie ogni anno, ci offre infatti la possibilità di aggiornarci su tutte le nuove procedure ed  i nuovi strumenti per tenere il passo della continua evoluzione del mercato.

Particolare attenzione, quest’anno, sarà rivolta ai temi della protezione sismica e idrogeologica con le nuove tecnologie e materiali “intelligenti” a basso impatto ambientale per coniugare al meglio Innovazione e sostenibilità: infatti nel padiglione 25 SAIE 2016 porrà grande attenzione all’Ingegneria Sismica e al Rinforzo strutturale mentre nel padiglione 32 invece troveranno spazio le aziende produttrici di software dedicati alla sismica. Saranno poi tenuti convegni  che tratteranno il tema dei rischi, mitigazione e ricostruzione / riqualificazione post sisma.

Saranno poi affrontati i temi della riqualificazione urbana sostenibile: per il quarto anno consecutivo la Federbeton –Federazione delle Associazioni della filiera del cemento, del calcestruzzo- “ rinnova il suo impegno con il Saie in un’ottica sempre più orientata all’innovazione delle costruzioni per la bellezza del territorio” con un format creato proprio per dare la possibilità di un confronto per  la rigenerazione urbana, digitalizzazione e sicurezza sulle strade italiane e  delle infrastrutture,  con un approfondimento speciale sulla grande bellezza dell’Italia e della sua architettura.

Antisismica in Italia: Intervista al prof. Edoardo Cosenza, ordinario di Teoria e Progetto delle Costruzioni presso l’Università Federico II di Napoli e Pres. CIS.

Il Saie quindi vuole essere la sede di condivisione di idee e nuove soluzioni per creare squadre di professionisti  (progettisti, impiantisti, artigiani) che, insieme alle grandi aziende internazionali già affermate nel settore, costruiscano smart building e smart cities.

Consulta qui il Programma eventi  SAIE 2016

Come organizzare spazi piccoli più funzionali per la casa.

Oggi siamo costretti a vivere in case dagli spazi più piccoli e sacrificati: ciò accade sia per un fattore economico, sia perché si pone maggiore attenzione alla funzionalità degli ambienti ed alla loro fruibilità.

Organizzare quindi i piccoli spazi, in modo da riuscirne a sfruttare ogni singolo angolo e renderli funzionali al massimo, non è facile, soprattutto se si vuole intervenire da soli: eppure basta qualche piccolo trucco per rendere anche uno spazio piccolo più pratico, ampio e luminoso!

Come rendere gli spazi piccoli più funzionali per la casa? Ecco i nostri suggerimenti.

  • Non riempite le stanze di tanti mobili. L’arredo è importante ma attenzione a non soffocare gli ambienti! Ricavate nicchie per creare armadi a muro, ancor meglio se con ante scorrevoli, che potrete poi dipingere come i muri o decorare con carta da parato! Se non vi è possibile, allora cercate di optare per mobili poco ingombranti ma pratici: spazio quindi alle cassettiere o alle credenze in cucina, eliminando il superfluo e tutto quello che non utilizzate.

Spazi piccoli più funzionali per la casa

  • Scegliete pareti vetrate per dividere gli ambienti. La luce è un elemento fondamentale per rendere uno spazio più grande e, attraverso il vetro, essa penetra ovunque senza ostacoli. Una bella parete vetrata, in vetro satinato, opaco, trasparente o decorato, è un elemento di arredo che dona carattere alla vostra casa. Le pareti in vetro illuminano gli spazi senza separarli, creando un effetto vedo-non vedo molto elegante.

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  • Date spazio ai colori chiari, caldi, tonalità tenui sia per le pareti che per i pavimenti in modo che riflettano la luce e donino maggiore luminosità anche agli ambienti più piccoli e bui. Fatevi poi aiutare dagli specchi che, come il feng shui insegna amplificano gli spazi laddove serve aumentandone la luce, sia naturale che artificiale, riflettono e catturano luce e luminosità.

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  • Attenzione all’utilizzo di tende e tappeti: tessuti troppo pesanti, o in colori troppo forti, potrebbero soffocare gli ambienti. Meglio scegliere colori chiari a tinta unita o piccole fantasie.

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  • Sfruttare ogni singolo spazio, cercando di utilizzare anche quelli nascosti: comodissimi quindi i letti a cassettone, che sono dei veri e propri “armadi orizzontali” oppure, se in casa avete delle scale, utilizzate gli spazi al di sotto dei gradini con ante o cassetti.

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  • Soluzione salva spazio è anche la scelta di tavoli a ribalta, ideali per chi non può permettersi un tavolo fisso in cucina o anche nel soggiorno: tavoli a scomparsa pieghevoli o estraibili dal piano, per esempio, della cucina (per pranzare ma anche solo come piano d’appoggio o scrivania) ma che scompaiono “magicamente” quando non si utilizzano.

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In commercio si trovano tantissimi modelli molto funzionali adatti agli ambienti piccoli, dai più economici come il modello “Norden” dell’Ikea, ai più ricercati come Calligaris allungabili all’occorrenza; ancora  di Foppapedretti, il tavolo Copernico allungabile e richiudibile che, quando non serve, si trasforma in una consolle d’arredo all’interno della quale si possono inserire e nascondere anche le sedie.

  • Se si vuole usufruire di spazi piccoli più funzionali per la casa in cucina e non si vuole fare a meno di una penisola, basta sfruttare la parte sottostante della penisola mettendoci altri mobili: è sufficiente uno sbalzo di almeno 20 cm e che quindi il piano di appoggio della penisola sia non minore di 80 cm per riuscire a inserire le ginocchia con comodità e utilizzarlo comunque come snack;

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  • Se si abita un monolocale dove il soggiorno si deve trasformare in camera da letto di notte, per sfruttare spazi piccoli più funzionali per la casa allora ecco che dobbiamo ricorrere all’intramontabile divano letto di cui però, prima dell’acquisto, dobbiamo verificare la comodità: quindi optate per supporti a doghe o in rete e materassi di qualità che abbiano uno spessore non inferiore ai 14 cm. Non trascurate però anche la praticità del sistema di apertura: fluida, facile non troppo pesante e ancor meglio se non si devono togliere ogni volta i cuscini delle sedute.

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  • Per sfruttare spazi piccoli più funzionali per la casa uno sguardo datelo alla camera da letto dei piccoli, se gli spazi che avete a disposizione sono ridotti ma non volete rinunciare all’angolo studio per i bambini o avere più spazio per giocare, ricorrete allora alle soluzioni molto diffuse oggi sul mercato in cui si pone il letto ad un livello superiore con una scala in completa sicurezza in modo da poter sfruttare la parte sottostante come “zona giorno” o viceversa.

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Link utili a voi

http://www.mondoconv.it

https://www.dalani.it

http://www.chateau-dax.it

http://www.oggioni.it

http://www.ikea.com/it

http://www.calligaris.it

http://shop.foppapedretti.it

https://www.crealacasa.it

 

Come realizzare la doccia perfetta per il bagno

La doccia caratterizza il bagno di casa: spesso siamo portati a sottovalutarne l’ importanza a discapito delle nostre stesse comodità quotidiane e della funzionalità della stessa.

Scegliere però la doccia perfetta, adatta al bagno, non è facile: si devono tener presenti le esigenze personali, ma anche saper realizzare la soluzione più adeguata allo spazio che si ha a disposizione.

Crea la casa ti offre qui i suggerimenti su come realizzare la doccia perfetta per il bagno di casa.

 Come realizzare la doccia: lo spazio a disposizione 

Prima di acquistare il box doccia, quindi, studiate con attenzione il vostro bagno in pianta, considerando l’ingombro a terra che occuperà il piatto, senza però sottovalutare anche quello dell’apertura delle ante. Oggi in commercio si trovano piatti doccia sia rettangolari che quadrati di diverse dimensioni, ma c’è anche comunque la possibilità di ordinare piatti speciali su misura personalizzati ai vostri spazi ed alle vostre esigenze. Considerate che lo spazio minimo per riuscire, se non altro, ad entrare nel box doccia, anche se con movimenti un pochino limitati, è 70×70.

Di seguito si riportano gli schemi dei piatti doccia più diffusi in commercio.

Come realizzare la doccia

E’sempre meglio sfruttare gli angoli del bagno per posizionare il box doccia in modo da non renderlo troppo “ingombrante” anche alla vista, considerando che l’altezza standard di una doccia è di circa 200 cm, ma che si trovano in commercio soluzioni su misura anche fino ai 230 cm.

Di seguito Crea la casa propone degli schemi in pianta di bagni ipotetici, soluzioni che comunque dovranno essere adattate alle vostre esigenze ed alle dimensioni che avete a disposizione ma che, al momento, possono aiutare a rendere l’idea di come arredare il vostro bagno e come disporre i vari pezzi igienici in modo da rendere lo spazio fruibile senza ostacoli ed impedimenti.
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Come strutturare il box doccia: i vetri del box

Una doccia ideale dovrebbe essere composta dal piatto e anche dal box, che poi è il vero elemento caratterizzante, in base al tipo che sceglierete: più date spazio al vetro più la vostra doccia si integrerà facilmente con il resto del bagno.

Trasparente, serigrafato o colorato, l’importante è che si tratti di vetro resistente e quindi temperato di spessore non inferiore a 6 mm, ancor meglio se trattato per essere anti calcare ed antibatterico, liscio al tatto e quindi anche più facile da pulire.

I pannelli di vetro potranno essere sostenuti da profili in metallo (cromato o lucido) o anche in plastica, ma addirittura si può pensare di eliminarli e ancorare il vetro stesso al muro con delle semplici cerniere.

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Come realizzare la doccia : la scelta degli elementi dell’impianto idrico

Perché la doccia sia sempre un momento di piacevole relax bisogna fare attenzione a una serie di particolari. L’altezza giusta per il soffione è 200-210 cm dal piatto doccia.

Considerate che i soffioni grandi, che siano montati a soffitto o a parete con braccio molto sporgente (più di 55 cm), richiedono un box ampio e spazioso.

Per le docce di dimensioni standard (tipo 80 x 80 cm) sono invece consigliabili le tipiche aste fisse con doccette regolabili in altezza a getti diversificati; se invece preferite le colonne con soffione fisso ma non volete comunque rinunciare alla comodità di una doccetta ad altezza regolabile, sappiate che esistono in commercio anche colonne ad asta fissa, ma accessoriate da ulteriore doccetta proprio per soddisfare ogni esigenza di altezza.

In tutti i casi gli attacchi all’impianto idrico sono standard (perché regolati da norme). Quello che varia è la modalità: a incasso, nel muro o fuori parete.

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Link utili

www.galianodino.it

www.idealstandard.it

www.derosasrl.it/it-IT

www.idrosanitarivomero.com

www.internidicorrado.it

www.iperceramica.it

www.marascocasa.it

 

 

 

 

 

 

Crea un open space per rendere la tua casa più grande

Hai una casa piccola e non sai come renderla visivamente più grande? Crea un “open space“! Elimina, per quanto possibile, le pareti creando un ambiente unico, in modo da farlo sembrare più ampio e luminoso, soprattutto per quanto riguarda gli spazi soggiorno/cucina.

Arredare una cucina e un soggiorno in un open space è più semplice di quel che si crede.

Attenzione a scegliere, però, uno stile unico, adeguato per entrambi gli ambienti uniti, anzi fate in modo che ne diventi il “filo conduttore”.

Forse é proprio così che ognuno di noi si immagina un’ abitazione moderna: senza i tramezzi interni per cercare di creare così un ambiente più spazioso, ricorrendo all’arredo per separare le zone che restano allo stesso tempo unite.

È necessario comunque delimitare le zone, diversificandole a seconda della funzione per dividere, almeno visivamente, gli spazi.


I passi giusti per creare un open space e rendere la tua casa più grande. Crealacasa ti aiuta a capire come!

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1- pareti scorrevoli: possono essere elementi di arredo caratterizzanti, magari interamente di cristallo e con binario esterno sulla parete, oppure di legno che scorrono all’interno dei tramezzi, permettendo così di dividere o unire gli ambienti a seconda delle esigenze del momento.Con un gesto solo si ricavano ambienti diversi!

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2 – pavimentazione: per distinguere le due diverse zone che compongono il nostro open space, si può pensare di utilizzare anche solo due tipi di pavimentazioni differenti, ma che si accostino bene tra di loro, magari lasciando un battiscopa unico per entrambi gli ambienti,dando comunque omogeneità e modernità!

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3 – arredi: utilizzate il divano del salotto oppure la penisola della cucina per separare “visivamente”i due ambienti. Non trascurate i dettagli! L’ “open space” farà la differenza attraverso la cura dei particolari: un tappeto nel salotto può richiamare la tovaglia della vostra cucina o ancora i cuscini del divano possono avere la fantasia di quelli delle sedie della cucina.

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4 – cartongesso sul soffitto: giocate con la controsoffittatura, creando cioè una delimitazione degli spazi solo con le diverse altezze e decori al soffitto – come cornici e profili in gesso – e magari integrandole con un gioco di faretti che ne esalti le differenze di quota!

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5 – cartongesso alle paretipareti attrezzate create “su misura” per i vostri ambienti,  che diano una divisione dello spazio senza chiuderlo totalmente, utilizzando mensole o nicchie, per una soluzione che sia al tempo stesso decorativa e di arredo ma anche funzionale e pratica.

Elementi in cartongesso caratterizzanti gli ambienti, possono anche essere muretti bassi che lasciano comunque visibile tutto lo spazio, trovando magari una corrispondenza nel soffitto, ribassandolo proprio per delimitare la zona dove é stato eretto il suddetto muretto.

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6 – colore : se volete creare un “open space” nella casa in cui vivete ormai già da anni, magari semplicemente perché avete voglia di cambiamenti, ma senza voler stravolgere del tutto lo stato dei luoghi attuale, allora potrebbe bastare anche solo giocare con il colore: delimitate cioè le diverse aree con colori a contrasto o in nuance. Una parete colorata in cucina potrebbe richiamare il colore della parete nel salotto o anche solo di qualche elemento di arredo, come tende, tovaglie, tappeti o cuscini!

 

Ristrutturare casa chiavi in mano: è possibile?

Ecco come si può ristrutturare casa evitando spiacevoli sorprese. Ce lo spiegherà in questo articolo l’Architetto Ida Sidro ospite per questa settimana di Crea la casa. 

Quando si decide di ristrutturare casa, una delle principali preoccupazioni è, giustamente, quella del costo globale dell’operazione. Il primo quesito che ci si pone è quindi: ma quanto è il costo al mq di una ristrutturazione? Se la domanda è apparentemente semplice la risposta invece non lo è affatto. Il costo al mq è in realtà impreciso e forviante poiché dipende da numerose variabili, che mutano da caso a caso. Un’attenta pianificazione preliminare è, quindi, il modo migliore per ridurre al minimo gli imprevisti e le sorprese.

Ma quali sono gli step da seguire, per un’attenta pianificazione preliminare, per ristrutturare casa?

Eccoli:

  1. Valutazione della TIPOLOGIA DI INTERVENTO
  2. Scelta di un PROFESSIONISTA
  3. Individuazione dell’ IMPRESA che deve eseguire i lavori
  4. PRATICHE COMUNALI
  5. Scelta dei MATERIALI e degli ARRREDI
  6. INCENTIVI per la ristrutturazione e per le DETRAZIONI FISCALI. 

Analizziamo uno ad uno i sei punti:

Fondamentale è capire la TIPOLOGIA DI INTERVENTO, perché da questo dipenderanno, a cascata, tutti le altre valutazioni di ordine economico. Nel caso di lavori di manutenzione ordinaria (pitturazione, sostituzione di porte, infissi o sanitari, mantenimento in efficienza degli impianti esistenti) non è necessario l’intervento di un professionista (architetto, ingegnere, geometra) e  questi possono essere eseguiti senza alcun titolo edilizio. Nel caso di interventi di manutenzione straordinaria (qualsiasi intervento sulle murature, come lo spostamento di pareti interne o l’apertura di porte interne, sempre che non riguardino parti strutturali dell’edificio, interventi finalizzati al risparmio energetico) è invece indispensabile richiedere dei permessi comunali e, di conseguenza, consultare un professionista per la redazione della documentazione necessaria e per la direzione dei lavori.

ristrutturare casa2. Sarebbe buona norma, quando si decide di iniziare dei lavori di ristrutturazione, affidarsi alle competenze di un PROFESSIONISTA, specie quando l’entità dei lavori è complessa, (manutenzione straordinaria). Ma in che modo un professionista può aiutarci anche nel risparmiare? Innanzi tutto farà un rilievo dell’appartamento e, in base alle nostre esigenze, proporrà uno o più progetti di massima. In base al progetto scelto redigerà un computo metrico, con l’indicazione di tutte le lavorazioni e delle quantità, sulla scorta del quale l’impresa provvederà alla redazione del preventivo. Si occuperà quindi della documentazione da presentare al proprio comune e della direzione dei lavori, coordinando e organizzando tutte le fasi dei lavori, del controllo dei prezzi e della quantità durante l’iter dei lavori. Preparerà un elenco dei materiali da acquistare e ci assisterà nella redazioni dei contratti con i vari fornitori.

3. La scelta dell’IMPRESA va vagliata con accuratezza. Sarà bene, quindi, sottoporre il computo metrico a più imprese. I criteri di scelta sono essenzialmente tre:

Il minor costo, dato dalla comparazione puntuale dei vari preventivi.

La corretta esecuzione, chiedendo delle referenze o contattando i precedenti clienti o visionando qualche lavoro già eseguito.

La tempistica di realizzazione.

Scelta l’impresa si potrà firmare il contratto, in cui sarà bene prevedere delle penali in caso di ritardi nella consegna dei lavori. Anche il tempo, impiegato per ristrutturare casa, infatti rappresenta un costo.

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4. La presentazione o meno di PRATICHE COMUNALI, come abbiamo detto, dipende dalla tipologia dei lavori. Gli interventi di manutenzione ordinaria possono essere eseguiti senza alcun titolo edilizio. Sono soggetti invece a titoli edilizi e, quindi al pagamento di diritti di segreteria, al versamento del contributo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione, tutti gli altri (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, interventi strutturali, inserimento di pannelli solari termici e fotovoltaici, ampliamenti e nuove edificazioni, ecc.). L’importo di questi costi va quindi considerato e rientra nella pianificazione preliminare.

5. Anche i MATERIALI e gli ARREDI, fissi e mobili, rappresentano un costo e di non poca entità che quindi va considerato in via preventiva quando si fa la pianificazione preliminare. Sarebbe bene quindi farsi fare un preventivo sia dei materiali (pavimenti, rivestimenti, igienici, rubinetteria, luci, porte, infissi, maniglie, ecc.) che degli arredi, quantomeno di quelli strettamente indispensabili (cucina, armadi). Più l’elenco sarà dettagliato e completo e più il costo supposto sarà vicino a quello reale. Questo farà anche si che la consegna degli stessi avvenga in tempo utile al loro bisogno in cantiere, senza ritardare inutilmente i lavori.

6. E’ bene poi sapere che, nei lavori di ristrutturazione, si ha diritto, a seconda  dell’importo, dell’anno in cui sono stati eseguiti e della tipologia ad una serie di INCENTIVI e DETRAZIONI FISCALI. Le detrazioni sono relative non solo al costo della ristrutturazione, ma anche alle spese sostenute per: le prestazioni professionali (parcella del professionista), per l’acquisto degli elettrodomestici (di classe non inferiore alla A+ oppure A, purché forniti di etichetta energetica) o per la riqualificazione energetica (interventi sull’involucro edilizio, installazione di pannelli solari, ecc.), o per l’acquisto di mobili. Nei casi di manutenzione ordinaria o straordinaria, che riguarda gli immobili a destinazione privata, si applica l’ Iva agevolata al 10%. Sul sito dell’agenzia delle entrate è possibile trovare ogni tipo di delucidazione.

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Detto ciò, è facile intuire che, quando si decide di ristrutturare casa, la pianificazione preliminare, di ogni singolo punto fin qui descritto, è garanzia di una proiezione economica quanto più vicina al reale, con scarti di poca entità, dovuti ad esempio a lavori non computati, che si rendono necessari per eventi imprevisti e che possono maggiorare la spesa totale prevista del  10%.

E’ quindi bene impiegare più tempo nella pianificazione e nella valutazione certa dei sei punti sovraesposti, questo eviterà non solo sorprese di tipo economico ma sarà anche garanzia di una durata dei lavori nei tempi stabiliti. Ogni cambiamento, ripensamento o indecisione, infatti, interrompe e ritarda, spesso anche di molto, il susseguirsi delle varie fasi di avanzamento dei lavori e può modificare il nostro preventivo di spesa.

Guest Post scritto per Crea la casa dall’Architetto Ida Sidro

Ida sidroArchitetto, amante dell’arte contemporanea e della mitologia classica,  concepisco questo lavoro come una “missione”, in cui ci vuole testa ma anche cuore ed anima, perché compito primo di chi fa questo lavoro è regalare e realizzare sogni. Nel ristrutturare una casa si comincia dal sognare, dal layout emozionale, dal cogliere l’anima che ogni abitazione possiede, servendosi della conoscenza dell’antico ma anche della padronanza delle nuove tecnologie, senza mai tralasciare la luce, l’illuminazione che è segno, emozione e percezione della forma e dei colori.

Ida Sidro